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Dieci anni fa la scoperta del bosone di Higgs

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Esempio di un evento che ha rilevato il bosone di Higgs, nell'acceleratore Lhc del Cern (fonte: Lucas Taylor / CERN)
© ANSA

Oggi, 4 luglio, sono passati dieci anni dalla scoperta della più celebre delle particelle,  il bosone di Higgs grazie al quale esiste la massa, ma questa pagina della fisica è tutt’altro che chiusa. Anzi, il bello comincia proprio adesso, perché le domande aperte sono ancora moltissime. “Scoprire il bosone di Higgs è stato solo l’inizio e l’annuncio di dieci anni fa è stato un evento importantissimo, ma non siamo ancora sicuri al 100% che quella particella sia quella prevista dal Modello Standard”, ha detto all’ANSA Stefano Giagu, responsabile nazionale per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), della collaborazione Atlas, uno dei grandi esperimenti dell’acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, che dieci anni fa ‘vide’ il bosone di Higgs con un altro esperimento di Lhc, Cms.

“Paradossalmente – ha detto ancora – la scoperta di dieci anni fa ha aperto la strada a un numero enorme di ulteriori ricerche e indagini”. Da allora i fisici delle particelle hanno ottenuto una sorta di carta di identità del bosone di Higgs, osservato anomalie e fatto verifiche. “E’ stata raccolta una grandissima quantità di da Lhc” e adesso che l’acceleratore è pronto per le nuove collisioni, attese a partire dal 5 luglio, l’entusiasmo è alle stelle e le attese sono altissime. Se tutto andrà come previsto, alla fine di questa nuova campagna di presa dati, chiamata Run 3 e della durata di tre anni, i fisici delle particelle si aspettano una quantità di dati doppia rispetto a quella ottenuta finora. Grazie alle migliorie apportate durante l’ultima pausa tecnica “gli esperimenti potranno funzionare molto meglio e garantire una maggiore precisione”, ha detto ancora Giagu.

Si potranno cercare risposte a domande ancora aperte, da quelle sulla massa del bosone di Higgs e le sue caratteristiche a quelle sulle particelle che costituiscono la materia oscura, ossia la materia invisibile che occupa circa il 25% dell’universo: “potrebbe essere un punto di svolta per la nuova fisica”. E’ con questo spirito e questo e questo entusiasmo che si annuncia la settimana ricca di eventi che si apre da oggi giorno del compleanno della scoperta, mentre martedì 5 sarà il giorno delle prime collisioni nell’acceleratore Lhc. 

In Italia a organizzare le celebrazioni è l’Infn, con eventi in programma dal 4 luglio a fine anno. Le celebrazioni della più famosa delle particelle corrono anche sui social, per esempio nel video in cui i protagonisti della ricerca sul bosone di Higgs raccontano la scoperta, che l’Infn prevedere di pubblicare il 4 luglio insieme alla serie di podcast in sei puntate, eventi online per i bambini e seminari online, come quello che dal 6 luglio racconterà la scoperta.

Al bosone di Higgs è dedicato anche il programma “Le meraviglie della fisica”, organizzato nell’ambito della conferenza Ichep (International Conference On High Energy Physics), che dal 6 al 13 luglio vedrà Bologna capitale della fisica mondiale, con centinaia di ricercatori di tutto il mondo.

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