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Parisi, spero che il Nobel aiuti l'Italia a capire il valore della scienza

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Giorgio Parisi mostra la medaglia Nobel nella cerimonia di premiazione all'Università Sapienza di Roma
© ANSA

Un applauso interminabile e carico di entusiasmo, il pubblico in piedi: è durato alcuni minuti, nell'aula magna del Rettorato dell'Università Sapienza di Roma, il saluto che ha accompagnato la consegna del Nobel per la Fisica a Giorgio Parisi. "Vorrei dedicare il Nobel a Nicola Cabibbo, che mi ha trasmesso la conoscenza, ma anche l'amore per la scienza", ha detto Parisi subito dopo avere ricevuto la medaglia Nobel e il diploma, consegnati dall'ambasciatore di Svezia, Jan Björklund. "Grazie a tutti di questa bellissima medaglia, spero - ha detto ancora Parisi - che sia utile all'Italia per sottolineare l'importanza della scienza nel nostro Paese".

L'aula era piena, compatibilmente con le regole per il distanziamento. Tanti gli esponenti del mondo accademico italiano e, soprattutto tanti colleghi e amici che da sempre seguono Parisi nel suo lavoro. Ad accompagnare il fisico c'era tutta la sua famiglia, con la persona più anziana presente in sala con i suoi 102 anni, e il più più giovane, il nipotino che compirà un mese il 9 dicembre.

L'emozione era palpabile, anche perché è la prima volta che un'università italiana ospita la consegna di un Nobel. È stata la pandemia di Covid-19 a imporre questa versione inedita della cerimonia, la cui sede per eccellenza è la Sala dei concerti di Stoccolma. Fiori azzurri e gialli, la musica di un quartetto di archi ispirata al volo degli uccelli, in onore delle ricerche del Nobel sui sistemi complessi, hanno fatto da sfondo. È il secondo anno consecutivo che la cerimonia si tiene da remoto, "ma l'anno scorso era andata peggio", aveva osservato Parisi in mattinata, riferendosi al fatto che "la premiazione era avvenuta in famiglia, in presenza di 10 o 20 persone". Quest'anno i vaccini hanno permesso di organizzare cerimonie locali, delle quali il 10 dicembre, giorno in cui tradizionalmente avviene la cerimonia solenne davanti ai reali di Svezia, la Fondazione Nobel trasmetterà in video.

In Italia è stata quindi l'università Sapienza, dove Parisi ha studiato e insegnato, a fare gli onori di casa insieme all'ambasciatore di Svezia in Italia, Jan Björklund. A Giorgio Parisi va "il merito di aver creduto nell'università italiana", ha detto la rettrice Antonella Polimeni, e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri spera che forse un giorno dalla teoria dei sistemi complessi di Giorgio Parisi "potrebbe arrivare la soluzione ai problemi del traffico di Roma". Una battuta che ha portato un pizzico di ironia nella cerimonia. "L'Italia ha bisogno della ricerca", ha aggiunto il sindaco, sottolineando "la centralità della scienza e del metodo scientifico" nella società.

Per il ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, il Nobel è "un premio alla libertà della ricerca", un "segnale per ribadire aspetti importanti della scienza", le cui "scoperte hanno un senso se sono capaci di migliorare le condizioni della società". Di Parisi ha apprezzato il valore scientifico e la capacità di trasmettere ai giovani l'entusiasmo per la ricerca.

A presentare le ricerche per cui Parisi è stato premiato è stato il fisico teorico Enzo Marinari, suo collega e amico: "Anche prima di occuparsi del disordine, Giorgio ha sempre occupato dei sistemi complessi", affrontando il disordine come "un labirinto, o una montagna con tante valli che non sappiamo dove portino, non abbiamo una mappa: orientarsi in questo labirinto è quello che ha fatto Giorgio".

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