Sabato, 08 Maggio 2021
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Covid, primi test sugli animali per il vaccino 'jolly' a 1 dollaro

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Il nuovo vaccino 'jolly' contro i coronavirus usa il batterio E. coli come vettore (fonte: NIAID, NIH)
© ANSA

Positivi i primi test sugli animali di un nuovo vaccino anti-Covid che protegge da più tipi di coronavirus al costo di un dollaro per dose: sfrutta un comune batterio, geneticamente modificato e non più vitale, sulla cui superficie viene fatta esprimere una proteina virale che induce la reazione del sistema immunitario. Il vaccino, facile da conservare e trasportare, potrebbe essere prodotto rapidamente su larga scala usando le linee produttive già esistenti anche nei Paesi in via di sviluppo, come dimostra uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (PNAS) da Steven L. Zeichner dell'Università della Virginia e Xiang-Jin Meng del Virginia Tech.

Per sviluppare un vaccino 'jolly', i due ricercatori hanno sintetizzato una sequenza di Dna contenente le istruzioni per produrre una porzione della proteina Spike (chiamata 'peptide di fusione') che è comune a tutti i coronavirus. Questa sequenza è stata quindi inserita in una piccola molecola circolare di Dna ('plasmide') all'interno di un comune batterio Escherichia coli, in modo che potesse produrre ed esprimere il peptide di fusione virale sulla sua superficie esterna. Il batterio è stato inoltre modificato geneticamente, tramite la rimozione di molti geni che producono componenti della sua membrana esterna, in modo da migliorare il riconoscimento della proteina virale da parte del sistema immunitario. Una volta pronto, il batterio è stato fatto moltiplicare in un bioreattore e infine ucciso.

Il vaccino anti-Covid così prodotto è stato testato sui maiali (animali modello per lo studio del sistema immunitario umano) e si è dimostrato efficace nel prevenire i gravi sintomi di una malattia da coronavirus, la diarrea epidemica suina.

“I vaccini a cellule intere sono già ampiamente usati contro malattie letali come il colera e la pertosse”, spiega Zeichner. “In molti Paesi a basso e medio reddito ci sono aziende che ne stanno già producendo centinaia di milioni di dose all'anno a poco meno di un dollaro l'una. Si potrebbe adattare queste fabbriche per produrre il nuovo vaccino: dato che la tecnologia è simile, anche i costi dovrebbero esserlo”.

 

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