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Antifrode a Dna per i lingotti d'oro, da un'innovatrice italiana

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La miniera d'oro canadese in cui è utilizzata la tecnologia antifrode basata sul Dna in collaborazione con la raffineria Argor-Heraus (fonte: Agnico Eagle Meliadine Mine, Nunavut, Canada/by Mathieu Dupuis)
© ANSA

Etichette antifrode a Dna per garantire la tracciabilità dei lingotti d'oro dalla miniera alla banca in cui saranno conservati: la tecnologia per la tracciabilità delle fibre tessiili che nel 2019 aveva portato l'italiana Michela Puddu fra le prime innovatrici europee ora viene applicata ai metalli preziosi.

La tecnica consiste nell'ottenere traccianti basati su sequenze di Dna che non hanno significato biologico, ma che rappresentano un produttore o una casa manifatturiera. Una volta rese stabili e incapsulate in particelle sferiche che proteggono il Dna da alterazioni, le etichette al Dna sono completamente trasparenti e vengono nebulizzate sul prodotto in qualsiasi fase della produzione, dalla raccolta della materia prima al manufatto, permettendo di ricostruirne la storia.

"Abbiamo appena messo a punto un sistema basato sulla stessa tecnologia per garantire la tracciabilità dell'oro a partire dalla miniera d'origine e lo abbiamo implementato in Sud America ed ora lo stiamo estendendo ad altre miniere, ad esempio in Canada", dice all'ANSA Michela Puddu, co-fondatrice e amministratrice di Haelixa, spin-off del Politecnico di Zurigo (Eth). Nel caso dell'oro la tecnica fornisce "un identificativo personalizzato per ogni miniera e ciascun tracciante", rileva Puddu. "Loro 'battezzato' con i traccianti al Dna nelle miniere in Sud America in collaborazione con la raffineria Argor-Heraus - aggiunge - sono ora nel vault di Zurcher Kantonal Bank".

Per Puddu "conoscere con certezza la provenienza di metalli preziosi, come l'oro, è essenziale per potere garantire che siano estratti in maniera responsabile da aree non interessate da conflitti armati e lavorati secondo procedure responsabili lungo tutta la filiera produttiva". Finora in questo ambito "la tracciabilità è spesso solo documentale e far tornare le carte può essere molto semplice per chi ha intenzione di frodare", osserva. "Al contrario, Il tracciante non può essere rimosso nel falsificato e quindi - conclude - fornisce sempre informazioni veritiere e attendibili sul prodotto a supporto dell'approvvigionamento responsabile dell'oro".

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