Giovedì, 14 Novembre 2019
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Un registro mondiale per far uscire le ricercatrici dall'ombra

Scienza e Tecnica
Bilancio del primo anno del registro mondiale delle ricercatrici (fonte: Free Stock Photos)
© ANSA

Far uscire dall'ombra le tantissime donne impegnate nella ricerca in tutto il mondo: è questo l'obiettivo del registro mondiale promosso dall'organizzazione 500 Women Scientists. Finora le iscritte sono 7.500, provengono da 133 Paesi e rappresentano 174 discipline. Tuttavia per la maggior parte lavorano negli Stati Uniti e si occupano di biologia. Le italiane sono appena 37, si legge nel bilancio a un anno dall'iniziativa pubblicato sulla rivista Plos Biology dal gruppo dell'università del Colorado coordinato da Elizabeth McCullagh.

Nata nel gennaio 2018, la banca dati si chiama 'Richiedi uno scienziato donna' ed è stata promossa per stabilire un filo diretto tra le ricercatrici con il mondo dei media e con la società in generale. "L'obiettivo è aumentare la presenza delle donne di scienza nei media e più in generale nella 'sfera scientifica", ha detto all'ANSA McCullagh. "Si tratta - ha aggiunto - di rendere le ricercatrici più raggiungibili da chi ha bisogno del parere di un esperto".

La banca dati è pubblica e contiene gli indirizzi e-mail delle ricercatrici e la loro area di specializzazione. Si spera in questo modo di riuscire a sconfiggere lo stereotipo che ancora oggi fa associare all'immagine di uno scienziato quella di un uomo bianco. Delle 37 italiane presenti nella banca dati, la maggior parte lavora in Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Sono attive in settori molto diversi, come cosmologia e neurochirurgia, fisica teorica e fotonica applicata alla tutela dei beni culturali, fino a pesca sostenibile e geoetica.

Dal sondaggio utilizzato per fare il bilancio del primo anno di attività della banca dati è emerso che, delle 1.278 ricercatrici intervistate, 150 (11%) hanno detto di essere state contattate grazie alla banca dati per commentare notizie di scienza o per partecipare a eventi di divulgazione scientifica. Per gli autori della ricerca questa è probabilmente una sottostima poiché risulta che fin dalla sua nascita la banca dati è stata consultata oltre 100.000 volte.

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