Giovedì, 21 Novembre 2019
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Parla italiano il satellite che farà il check up alle piante

Avrà occhi italiani il satellite europeo che valuterà la salute delle piante della Terra, con un check up molto speciale, che misurerà la loro capacità di rifornirsi di energia per mezzo della fotosintesi clorofilliana, il processo che trasforma l'anidride carbonica in carboidrati e ossigeno: con un contratto da 150 milioni, l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha scelto la Thales Alenia Space (Thales-Leonardo) per guidare la missione Flex (Fluorescence Explorer), selezionata nel 2015 e il cui lancio è previsto nel 2023 con un razzo Vega.

A bordo il satellite avrà lo strumento Floris, progettato per ottenere la mappa della vegetazione terrestre e, dalla quota di 815 chilometri, misurerà l'intensità del tenue bagliore rossastro emesso dalle piante durante la fotosintesi e impercettibile a occhio nudo, indice diretto dello stato di salute della vegetazione.

Catturando la luce emessa dalle piante, lo strumento Floris la scomporrà nei suoi colori, stabilendo con precisione l'intensità della fluorescenza e aiuterà a comprendere meglio il passaggio del carbonio dalle piante all'atmosfera. Il satellite orbiterà in coppia con uno dei satelliti Sentinel-3, operativi nell'ambito del programma europeo Copernicus, gestito dall'Esa e dalla Commissione Europea. Responsabile di progettazione, produzione e qualifica dello spettrometro è un consorzio di industrie europee guidato da Leonardo, il cui partner principale è la tedesca Ohb System Ag.

Per Marc Henri Serre, responsabile del settore Osservazione e Scienza della Thales Alenia Space in Francia, "il programma Flex riflette il forte impegno profuso nei programmi ambientali". A capo di un consorzio che include le proprie società controllate e diversi partner dell'industria spaziale, la Thales Alenia Space ha firmato anche un accordo di novazione per integrare il contratto che l'Esa aveva assegnato nel 2106 al gruppo Leonardo per sviluppare lo strumento Floris.

Nel Regno Unito l'azienda sarà responsabile del sistema di propulsione del satellite, oltre che dell'assemblaggio, integrazione e test; in Spagna fornirà il sottosistema di radiofrequenza, compresi i transponder a banda X e in banda S, mentre l'azienda svizzera Ruag contribuirà alla progettazione e produzione della piattaforma.

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