Martedì, 17 Maggio 2022
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Melanoma, +34% teleconsulenze genetiche durante la pandemia

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Boom di consulti di teleconsulenza genetica oncologica e di diagnosi molecolare dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, al quale è integrato IMI - Intergruppo Melanoma Italiano, durante la pandemia. Il servizio è infatti incrementato del 34%. Inoltre i dati genetici raccolti hanno consentito di definire a livello nazionale, confluendo in un'analisi in corso a livello internazionale, quali siano i geni da analizzare in caso di familiarità o melanomi multipli, come individuare i pazienti da sottoporre al test ed i protocolli di sorveglianza da far seguire, migliorando ulteriormente la prevenzione, diagnosi e cura di questo tumore della pelle molto aggressivo.

Un programma che abbraccia infine lo spirito del World Cancer Day che si celebra il febbraio e che ques'anno punta sull'eliminare il divario nelle cure. "Dove vivi - afferma Paola Ghiorzo, Direttore dell'unità Genetica dei Tumori Rari dell'IRCCS Ospedale Policlinico San Martino - non deve determinare la qualità della tua vita e grazie alla nostra teleconsulenza genetica si eliminano le distanze e offriamo rapidamente accesso a tutti a un SSN di elevata efficacia e qualità per la diagnosi e cura del melanoma".

A richiedere la prestazione è un medico operante in un presidio ospedaliero che sia anche centro IMI. È sempre un genetista incaricato dall'Associazione che nel giro di un paio di giorni chiama il paziente per ricostruire l'albero genealogico e fare il consulto, predisponendo per l'appuntamento successivo con il proprio medico curante per il prelievo di sangue. Le spese di spedizione del materiale genetico sono a carico dell'IMI.

Gli esami hanno coinvolto quasi 1.000 nuclei familiari. "I nostri dati - conclude Ghiorzo - suggeriscono di evitare i test genetici quando l'età della prima diagnosi è superiore ai 60 anni. Al contrario, sotto i 60 anni e, soprattutto, tra i più giovani (40-50 anni), lo studio ha evidenziato un calo delle percentuali di pazienti con il gene 'storico' mutato e il raddoppio di quelli che avevano i geni mutati individuati più recentemente" (ANSA).
   

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