Giovedì, 26 Maggio 2022
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Covid: sfiorati i 100mila positivi, sono 98.020

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Roma nei giorni scorsi
© ANSA

Sfiorati 100.000 casi in un giorno: sì è avvicinato prima del previsto il nuovo record dell'epidemia di Covid-19 in Italia e il tasso di positività si avvicina al 10%. Come ha rilevato il Nobel Giorgio Parisi, i casi positivi tendono ormai a raddoppiare ogni 7 giorni, in una curva esponenziale della quale al momento è davvero difficile prevedere un picco. "Ci dobbiamo aspettare che centinaia di migliaia di persone si contagino con Omicron nelle prossime settimane", ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. "Con Omicron - ha aggiunto - stiamo andando verso endemia, quindi niente panico".

Sono comunque ancora molte le domande sulla Omicron che non hanno ancora una risposta, mentre si attendono anche dati più aggiornati sulla prevalenza rispetto alla Delta. Di sicuro i casi stanno aumentando in modo notevole, come indicano i 98.030 segnalati dal ministero della Salute contro i 78.313 del giorno prima oltre il doppio dei 44.595 del 23 dicembre. E' ancora da record, oltre il milione, il numero dei test che hanno permesso di identificare i nuovi casi: sono stati 1.029.429 fra test molecolari e antigenici rapidi, in leggerissima flessione rispetto ai 1.034.677 del giorno prima. Di conseguenza il tasso di positività è salito in un giorno dal 7,87% al 9,5%, considerando il rapporto fra i casi e il totale dei test; facendo invece il rapporto fra i casi e i soli tamponi molecolari il tasso è del 18,9%, quasi il doppio.

I decessi sono stati 136, contro i 202 di 24 ore prima. I ricoveri, invece, continuano ad aumentare: nelle terapie intensive i ricoverati sono complessivamente 1.185. ossia 40 in più in 24 ore nel saldo tra entrate e uscite; gli ingressi giornalieri sono stati 126. Nei reparti ordinari i ricoverati con sintomi sono 10.578, ovvero 489 in più. Intanto - secondo le rilevazione Agenas riferite a ieri - l'Italia è al13% per l'occupazione dei reparti di terapie intrensive con un aumento dell'1% e al 16% per i reparti di area medica non critica +1%. E che la situazione negli ospedali richieda grande attenzione lo indicano anche i dati del 118, secondo i quali stanno aumentando i ricoveri di persone non vaccinate e di età compresa tra 35 e 60 anni; complessivamente i non vaccinati sono il 55% dei ricoverati per Covid-19, contro il 15% dei vaccinati.

Per il presidente del 118 nazionale Mario Balzanelli, "si pone un problema di sicurezza nazionale perché il virus non risparmia nessuna fascia di età, il vaccino è una risorsa salvavita, ma non rende immuni, e il vaccinato, anche dopo la terza dose, può infettarsi e può infettare". Sono sulla stessa linea i dati degli ospedali sentinella della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), secondo i quali nel periodo dal 21 al 28 dicembre sono aumentati del 46% i ricoveri di ragazzi under 18 e bambini; inoltre dal 7 al 28 dicembre il numero dei non vaccinati fra i ricoverati è aumentato del 46%, contro il 19% dei vaccinati. Per quanto riguarda i casi nelle regioni, i dati del ministero della Salute registrano un incremento notevole in Lombardia, con ben 32.696 nuovi positivi in un giorno; seguono con molto distacco Campania (9.802), Piemonte (9.671), Veneto (8.666), Toscana (7.304), Lazio (5.248), Emilia Romagna (4.134), Sicilia (3.729), Puglia (2.885).

A spingere i contagi è l'indice di contagio Rt, salito da 1,3 registrato prima di Natale a valori compresi fra 1,4 e 1,6, come indicano i gruppi di ricerca che calcolano indici equivalenti all'Rt elaborato dall'Istituto Superiore di Sanità, ma con tecniche che permettono di avere valori più aggiornati. Guardando al futuro, infine, i numeri dell'epidemia di Covid-19 in Italia mostrano una tendenza alla crescita stimata del 172% in 30 giorni, secondo i calcoli dello statistico Livio Fenga, senior lecturer del Centro di analisi, simulazione e modelli dell'università britannica di Exeter. Una crescita attesa che corrisponde a un aumento dai 598.856 casi totali positivi al 28 dicembre a 1.628.940. Secondo l'esperto "la situazione desta preoccupazione per i forti incrementi percentuali previsti, collocati soprattutto al Nord", che "potrebbe trainare la diffusione anche al Sud".

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