Mercoledì, 26 Giugno 2019

Papa: tutelare lavoro operatori sanitari, il rischio è di bruciarli

- La cura del malato come persona "esige da parte degli operatori sanitari un notevole impegno, che spesso non è compreso e apprezzato a sufficienza. La cura che prestate ai malati, così impegnativa e coinvolgente, esige che ci si prenda cura anche di voi". Lo ha detto il Papa nell'udienza all'Associazione Cattolica Operatori Sanitari. "Infatti - ha aggiunto Papa Francesco -, in un ambiente dove il malato diventa un numero, anche voi rischiate di diventarlo e di essere 'bruciati' da turni di lavoro troppo duri, dallo stress delle urgenze o dall'impatto emotivo. È quindi importante che gli operatori sanitari abbiano tutele adeguate nel loro lavoro, ricevano il giusto riconoscimento per i compiti che svolgono e possano fruire degli strumenti adatti per essere sempre motivati e formati".

Malati sono persone non numeri, no aziendalizzazione sanità
"Lo sforzo di trattare i malati come persone, e non come numeri, deve essere compiuto nel nostro tempo e tenendo conto della forma che il sistema sanitario ha progressivamente assunto. La sua aziendalizzazione, che ha posto in primo piano le esigenze di riduzione dei costi e razionalizzazione dei servizi, ha mutato a fondo l'approccio alla malattia e al malato stesso, con una preferenza per l'efficienza che non di rado ha posto in secondo piano l'attenzione alla persona, la quale ha l'esigenza di essere capita, ascoltata e accompagnata, tanto quanto ha bisogno di una corretta diagnosi e di una cura efficace". Lo ha detto il Papa nell'udienza all'Associazione Cattolica Operatori Sanitari. "La guarigione, tra l'altro, passa non solo dal corpo ma anche dallo spirito, dalla capacità di ritrovare fiducia e di reagire; per cui il malato non può essere trattato come una macchina, né il sistema sanitario, pubblico o privato, può concepirsi come una catena di montaggio. Le persone non sono mai uguali fra loro, vanno capite e curate una per una, come fa Dio".

Umiltà in obiezione coscienza, cercare dialogo   "La scelta dell'obiezione" di coscienza da parte degli operatori sanitari "quando necessaria, va compiuta con rispetto, perché non diventi motivo di disprezzo o di orgoglio ciò che deve essere fatto con umiltà, per non generare in chi vi osserva un uguale disprezzo, che impedirebbe di comprendere le vere motivazioni che vi spingono. È bene invece cercare sempre il dialogo, soprattutto con coloro che hanno posizioni diverse". Lo ha detto il Papa all'Associazione Cattolica Operatori Sanitari.(ANSA).

   

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