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Wanda Nara e la malattia, 'la mia famiglia distrutta'

"Ho scoperto della mia malattia in televisione. Io ero in ospedale ma non sapevo niente. All'inizio le infermiere sono arrivate piangendo e mi hanno abbracciata e io ho pensato 'sto per morire e non me lo dicono'. Sono andata nel panico perché non sapevo cosa stesse succedendo". E' il racconto fatto al giornalista argentino Angel de Brito, al quale Wanda Nara ha affidato la sua prima versione dei fatti sulla malattia che l'ha colpita. E all' amico giornalista ha aggiunto: "Mauro voleva lasciare il calcio".
Il giornalista, molto vicino alla moglie del calciatore Manuel Icardi, ha svelato alcuni dettagli inediti del male che l'ha colpita: "Mi ha detto esattamente di cosa si tratta, ma non pronuncerò quella parola finché non lo farà lei. Mi ha detto che è ancora sotto choc e sta cercando di prendere coscienza di ciò che ha".
Il 14 luglio, dopo un ricovero della moglie-agente di Icardi all'ospedale di Buenos Aires, i media argentini hanno parlato subito di leucemia, sconvolgendo la famiglia di Wanda Nara che non ha confermato la diagnosi (ha cinque figli, tre avuti con Maxi Lopez e due con l'ex attaccante nerazzurro, attuale marito). Ricostruzione da lei non confermata sul proprio profilo Instagram qualche giorno dopo ("aspetto gli esami, è stata data per certa una diagnosi che non avevo").
Wanda ha accompagnato il marito a Istanbul, in quanto il Galatasaray lo ha acquistato a titolo definitivo (10 milioni di euro al Psg). E la coppia è stata sommersa dall'entusiasmo di una folla, che ha manifestato loro grande affetto con tanto di striscioni dedicati proprio a lei. Angel de Brito racconta: "Ha iniziato il trattamento nella seconda clinica argentina che ha visitato, per sottoporsi agli accertamenti, e ha insistito sul fatto che la sua idea è di continuare il trattamento con un medico argentino raccomandato da Susana Giménez. Della malattia parlerà pubblicamente quando tornerà a Buenos Aires. Ma per ora è concentrata sulle sue cure e sulla sua famiglia. Ma è molto contenta del trattamento ricevuto nella clinica in cui si è recata e dove hanno fatto la diagnosi della malattia".
   

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