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La Corte europea dei diritti umani condanna l'Italia per i comuni in dissesto finanziario

BRUXELLES - La prima sezione della Corte europea dei diritti dell'uomo, con una sentenza pubblicata oggi, ha condannato l'Italia per violazione dei diritti umani per non avere pagato i debiti dei propri comuni che hanno dichiarato il dissesto finanziario. La sentenza ha accolto, tra gli altri, il ricorso di un cittadino italiano creditore di circa 100mila euro nei riguardi del comune di Partinico in provincia di Palermo.

Il ricorrente, assistito dall'avvocato Marco Lo Giudice, si era rivolto alla Corte di Strasburgo perché riteneva violato il diritto ad un equo processo "per l'inesecuzione di una decisione giudiziaria" e per "violazione del proprio di credito tutelato dall'art. 1 prot. add 1 della Cedu". La Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia a eseguire le decisioni interne e a versare al ricorrente un risarcimento del danno pari a 9.600 euro. Senza il ricorso al giudice europeo il creditore avrebbe dovuto attendere il risanamento del Comune, oppure accordarsi con l'ente rinunciando a buona parte del suo credito. In Sicilia a novembre 2023 i comuni in dissesto erano 62.

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