Mercoledì, 21 Ottobre 2020
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Vestirsi non è mai stato così gustoso: melanzane, carote e non solo nei nuovi abiti D&G

MILANO. Ogni donna è una regina di cuori sulla passerella di Dolce e Gabbana, che estraggono dal mazzo un messaggio d’amore per tutte le donne che, «più che seguire la moda, amano semplicemente - spiega Stefano Gabbana - vedersi belle».

Ecco perché, a incastonare il tripudio di stampe, ricami, paillettes e trovate divertenti come gli orecchini-palline dell’albero di Natale o la borsa di rete da spesa al mercato, ci sono loro, quegli abiti, corsetti, guepiere, completi di pizzo tutti neri che hanno fatto il successo del marchio.

«E' il nostro Dna ed è quello che ci chiede la nuova generazione - dice ancora Stefano - abbiamo 32 anni di carriera e i giovani vogliono quello che facevamo agli inizi. Abbiamo scoperto che in America su internet i capi originali vengono venduti anche a 30-40 mila dollari e allora abbiamo deciso di rifarli noi. Le ragazze li vogliono non perché amano il vintage, ma perché sono donne: amano le borse, le scarpe, vestirsi sexy, sentirsi belle». Ecco, questa sfilata è tutta per loro perché - ed è vero ciò che dice Gabbana - «abbiamo fatto tutto ciò che non si trova altrove».

Fedeli come pochi a se stessi e alla loro clientela, Dolce e Gabbana hanno regalato alle loro donne una favola, quella di una principessa che si ritrova regina, ma sempre con i toni del gioco e della gioia, e anche con tanta voglia di aprirsi al mondo, non solo a quello della moda e dei millennials. «Il nostro colpaccio sono le sfilate alla Rinascente di questi giorni - sottolinea Stefano - con le modelle che sfilano su ogni piano, questo è avvicinare la moda alla gente». Anche se le loro creazioni rimangono a portata di pochi, «è l’idea che conta: ti metti tre fiori in testa e sei bella, ti compri due cose al mercato e puoi farti un look alla Dolce e Gabbana, la gente - sottolinea Stefano - deve sentirsi libera».

E c'è molta libertà e gioia in questa sfilata che si apre con una T-shirt - la stessa che indossa Gabbana nel finale - che è una dichiarazione di intenti: 'L'amore è bellezza'.

E’ da qua che nasce tutto: la tuta in chiffon con la stampa di zebre e limoni, l’abito in
cady rosa con i pulcini, i sandali con la regina di cuori, il tubino con i pesci tropicali, la tuta bustier con i pantaloni da odalisca, la cascata di tulle multicolor con la cintura a corsetto un po' da Arlecchino, il vestito di cotone da 'principessa sul pisello', i leggings di paillettes con le rose, la blusa di seta con il grano, la busta con scritto 'carciofì, la maglia metallica gialla o arancione, i cavoli stampati sul modello da debuttante, la marsina dorata con le nappe, gli orecchini-melanzana, gli occhiali con le manine che li reggono, le babbucce e la borsetta-scrigno 'la maga della modà, che invita a farsi leggere le carte al Metropol, a casa dei Dolce e Gabbana.

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