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H&M propone il tallit ebraico: è bufera sul web - Foto

ROMA. Dopo la collezione con hijab di Dolce & Gabbana, H&M, colosso svedese dei piccoli prezzi, risponde con il tallit, lo scialle religioso degli ebrei rifatto identico a quello della preghiera anche nei colori: bianco o crema, con le righe nere oppure blu.

Per H&M è un accessorio una sciarpa da passeggio per tutti, seppure simile al rettangolo sacro degli ebrei, benedetto nei Libro dei Numeri, con o senza le frange prescritte dal Deuteronomio. Del resto alle righe del tallit si rifà anche la bandiera d'Israele, dove si aggiunge la Stella di David.

L'idea di H&M ha scatenato immediate proteste sui social network, su Fb, ma soprattutto su Twitter, dove qualcuno si è anche parecchio indignato.

Il team stilistico di Stoccolma sostiene in una nota di essersi «liberamente ispirato al tallit», trasformando l'indumento religioso in «un capo di collezione che non voleva recare offesa a nessuno».

Qualche stagione la kefiah, il copricapo tradizionale della cultura araba e mediorientale, non solo palestinese, era diventata una sciarpa trendy da portare attorno al collo, non attorno alla testa. Andando ancora più indietro, circa 20 anni fa, anche Jean Paul Gautier aveva mandato in passerella lo Chic Rabbis ispirato all'abbigliamento delle sinagoghe. E di recente Vogue ha dedicato un servizio alla moda degli ebrei ortodossi.

«Siamo davvero dispiaciuti se con il nostro capo abbiamo offeso qualcuno - si legge nella nota di H&M -. Da noi chiunque è il benvenuto e non abbiamo mai preso una posizione politica o religiosa. Le righe sono una delle tendenze per questa stagione ed è a questo che ci siamo ispirati. Non era nostra intenzione offendere nessuno».

Aimè, H&M aveva già commesso una precedente gaffe con la comunità ebraica quattro anni per aver messo in vetrina ad Oxford Street a Londra una canottiera con teschio insanguinato sovrapposto a una Stella di David. Una figuraccia in cui sono stati superati solo dagli spagnoli di Zara che nel 2014 hanno pensato a una T-shirt per bambini, a strisce bianche e nere, identica alle casacche dei lager nazisti, decorata davanti con una stella gialla a sei punte. Fu ritirata subito dal commercio.

Ma l'idea del tallit come indumento di uso quotidiano proprio non piace al popolo della rete. «Sei volte no» twitta un manager ebreo americano. «Lasciate stare la fede, per favore» scrivono su Facebook. «Meraviglioso, c'è anche un'opzione tekhelet?» scrivono altri riferendosi al particolare tipo di blu usato per la decorazione delle frange.

Fatto è che il tallit è un indumento sacro, detto anche scialle di preghiera. È una sciarpa usata nel rituale ebraico la cui storia risale ai tempi della nascita della Torah. Questo scialle, che richiama gli antichi mantelli con cui gli uomini del deserto si proteggevano dal sole e dalle tempeste di sabbia, è costituito da un ampio telo di stoffa bianca (lana, cotone o seta) sul quale spiccano righe azzurre o blu scuro. Ciò che colpisce è la prevalenza del bianco rispetto al colore che richiama il cielo e che dal punto di vista religioso, rimanda al rapporto di Dio con gli uomini.

Il colore prevalente, il bianco, segno della sua misericordia che come ricorda la Scrittura, è superiore alla sua giustizia simboleggiata nel tallit dall'azzurro-blu. Il tallit viene utilizzato dagli uomini per le preghiere mattutine, per le cerimonie religiose e una sola volta l'anno durante la preghiera della sera, in occasione di Kippùr. Nella sua forma più comune consiste in un telo rettangolare, di lana, seta, lino o cotone ma anche in acrilico, dotato di frange ai quattro angoli e sui due lati più corti. Le frange, in ebraico tzitzit, servono per adempiere il comandamento espresso dalla Torah: «Metterai delle frange alle quattro estremità del mantello con cui ti copri».

Il tallit è pertanto uno dei segni che impegna gli ebrei a ricordare il motivo per cui il popolo ebraico è stato scelto da Dio fra gli altri popoli. Per questo il tallit accompagna non solo momenti liturgici ma anche le tappe religiose della vita: la circoncisione, la maturità religiosa, il matrimonio, la sepoltura.

© Riproduzione riservata

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