Mercoledì, 19 Febbraio 2020
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Velvet Underground, una mostra racconta la band che ha cambiato il rock

PARIGI. Musica, ma anche cinema, arte, fotografia, grafica e moda. In soli cinque anni di attività, i Velvet Underground hanno lasciato un marchio indelebile e multiforme nella scena creativa americana, nella storia della musica e nella cultura popolare.

Per celebrarli, la Citè de la Musique di Parigi non poteva quindi che scegliere una mostra multimediale, audiovisiva e interattiva, che mescola ispirazioni beat, provocazioni pop e suoni rock per raccontare la 'New York extravaganza' di quegli anni di grande fermento.

In una scenografia innovativa, ispirata alla verticalità dei grattacieli della Grande Mela e dominata da nero e colori ipersaturati, si susseguono foto e manifesti d'epoca, spezzoni di film underground e videointerviste realizzate ad hoc, riviste, fanzine e vinili da collezione, e spazi di ascolto a cui ciascun visitatore può 'agganciarsì con le proprie cuffie personali, fornite all'ingresso.

A scandire lo spazio, una serie di 'totem', dedicati ai protagonisti piccoli e grandi di questa epopea, dagli esordi quasi casuali alla tardiva consacrazione.

I due «fratelli mancati» Lou Reed e John Cale, il «letterato» Sterling Morrison, la batterista «di periferia, androgina e infatuata dei ritmi tribali» Moe Tucker, «l'iceberg biondo» Nico. E tutto il mondo che li circondava e ispirava, dal poeta beat Allen Ginsberg al compositore sperimentale La Monte Young, dal presidente della Filmmaker's cooperative Jonas Mekas a Andy Warhol, con Gerard Malanga e il circo creativo della Factory.

«Troppo innovativi, troppo trasgressivi, troppo frontali e troppo alternativi per la loro epoca, i Velvet Underground sono un modello insuperabile per i movimenti dei decenni seguenti, dall'esplosione del punk ai giorni nostri», sottolineano i curatori nella presentazione della mostra, che comprende anche una sezione finale con opere d'arte contemporanea ispirate al loro universo, al loro stile o alle loro immagini più iconiche.

L'esposizione sarà accompagnata da una serie di concerti, show e dibattiti, aperta nel weekend del 2 e 3 aprile da due performance evento, dello storico gruppo punk newyorchese Television e dell'intramontabile John Cale. A maggio, invece, un appuntamento speciale sarà dedicato a Warhol e alle sue sperimentazioni cinematografiche, con la proiezione di 15 lungometraggi mai mostrati in pubblico accompagnati dall'esibizione di un team di musicisti a metà tra i Seventies e gli anni Duemila.

© Riproduzione riservata

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