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Zucchero al traguardo dei 60 anni: la mia vita a ritmo di blues - Foto

ROMA. Dovrà prendere un bel respiro per spegnere le candeline sulla torta che lo attendono oggi: Adelmo "Zucchero" Fornaciari festeggia 60 anni, oltre 40 dei quali passati nel mondo della musica. Una carriera intensa che gli ha regalato grandi soddisfazioni: oltre 60 milioni di dischi, con Oro, incenso e birra per lungo tempo il più venduto nella storia della musica leggera italiana nel mondo (ha lasciato poi il testimone e Romanza di Andrea Bocelli), la prima esibizione di un artista occidentale al Cremlino nel 1990 dopo la caduta del muro di Berlino e l'unico artista europeo a partecipare nel 1994 al Festival di Woodstock.

Vanno poi ricordate le numerose collaborazioni internazionali, da Joe Cocker a Ray Charles, passando - solo per citarne alcuni - per Sting, Eric Clapton, Peter Gabriel, Mark Knopfler, Miles Davis, B.B. King, Iggy Pop, U2. E l'ultima sua apparizione live è stata, a sorpresa, una ventina di giorni fa proprio al PalAlpitour di Torino nella seconda data del tour di Bono Vox e compagni, chiamato dalla band irlandese sul finale per accompagnarli in I still haven't found what I'm looking for. Innumerevoli anche i lavori con i colleghi italiani, tra i quali spiccano quelli con Luciano Pavarotti, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Mina, Jovanotti, Vasco Rossi, Pino Daniele, Claudio Baglioni e Ligabue.

Sessanta anni e la voglia di non appendere la chitarra al chiodo, tanto è vero che ha già annunciato 10 date per settembre 2016 all'Arena di Verona. Del resto ha già dichiarato: nel momento in cui "perdero" il fuoco, in cui mi accorgerò che ho messo il pilota automatico, come tanti miei colleghi, lascio e vado a fare il fonico per i Nomadi, che era poi il mio sogno da bambino".

Nato a Roncocesi, alle porte di Reggio Emilia, il 25 settembre 1955, e trasferitosi poi in Toscana, già all'inizio degli anni Settanta, poco più che adolescente ma già marchiato con il dolce pseudonimo - 'regalo' di un insegnante -, dà vita alla sua prima R&B band: Le Nuove Luci. Solo la prima di una serie. I primi successi non tardano ad arrivare: nel 1981 vince il festival di Castrocaro e due anni dopo registra il suo primo album di studio: 'Un Po' di Zucchero'. Dopo due partecipazioni a Sanremo nella categoria Giovani, nel 1985 approda tra i Big con la Randy Jackson Band e il brano Donne. La canzone sarà quasi ignorata dalla critica, ma diventerà poi una delle sue più famose. L'anno dopo torna in Riviera con Canzone Triste che anticipa l'album Rispetto, in cui la sua vena Rhythm and Blues trova spazio. Il successo viene confermato da Blue's (1987), il disco record di vendite per l'epoca che contiene Dune Mosse (che poi registrerà nuovamente con Miles Davis), Senza una donna (riproposta con Paul Young), Non ti sopporto più, Hey Man, Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e
dall'azione cattolica. Arriva anche la vittoria al Festivalbar.

Passano due anni e arriva un'altra pietra miliare della sua storia professionale: Oro, incenso e birra, in cui trovano spazio anche la chitarra di Eric Clapton e un testo di Francesco De Gregori per Diamante, la canzone dedicata alla nonna di Zucchero. Anche all'estero si accorgono del giovane Fornaciari e Joe Cocker e Miles Davis lo vogliono per un tour con loro. Per Miserere, nel 1992, duetta con Luciano Pavarotti e partecipa alla nascita di Pavarotti & Friends, mentre la versione inglese è stata scritta da Bono Vox. Seguono Spirito Di Vino (1995),

© Riproduzione riservata

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