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Ita e Lufthansa, chiusura accordo a fine anno: «Nessuna relazione con Alitalia»

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Per fine anno chiusura dell’operazione Ita-Lufthansa, con la newco che non ha niente a che vedere con la vecchia Alitalia. L’obiettivo è portarla in utile in due anni. Il numero uno del gruppo tedesco, Carsten Spohr, illustra in una conference call ad analisti e giornalisti internazionali l'investimento in Ita Airways, che prevede l’acquisto del 41% della compagnia azzurra attraverso un aumento di capitale di 325 milioni di euro e con l’opzione di acquisire tutte le azioni rimanenti in un secondo momento. L’operazione dovrà avere l’ok dall’Antitrust Ue.

«Ieri è stato un giorno importante per il nostro gruppo», esordisce Spohr, circa l’accordo raggiunto col Mef su Ita. «Diventeremo più internazionali e meno dipendenti da un solo mercato», dice, aggiungendo quindi che la chiusura della transazione col Tesoro «è attesa per la fine di quest’anno». Poi l'Ad fa presente che «Ita Airways è stata completamente ristrutturata e configurata per essere una compagnia aerea competitiva da un punto di vista dei costi» e che «non ha nessuna relazione e problematiche legate alla vecchia Alitalia».

Un punto, questo, scandito, visto che diversi ex lavoratori e lavoratrici della vecchia compagnia di bandiera chiedono di essere assunti da Ita, sostenendo che la newco opera in continuità con la ex Alitalia e quindi non è una compagnia nuova. Altro punto che l’Ad precisa riguarda la somma che Lufthansa verserà: i 325 milioni «non andranno» al Mef e quindi allo Stato ma finiranno nelle casse della newco per rilanciarla, questo proprio perché l’acquisto della quota avviene attraverso un aumento di capitale.

Dal canto suo il Mef si è impegnato in un aumento di capitale di 250 milioni di euro, versando la terza e ultima tranche del finanziamento complessivo da 1,35 miliardi di euro autorizzato dall’Ue. L’acquisizione di tutte le quote da parte di Lufthansa dipenderà poi dalla performance di Ita. «Non possiamo essere costretti a rilevare tutta la compagnia fino a quando tutti gli obiettivi non sono stati raggiunti, questo è stato un punto chiave nella trattativa», afferma Spohr, dicendosi comunque «fiducioso che possiamo trasformare Ita in una compagnia redditizia entro il 2025».
E il piano per farlo prevede «uno sviluppo di Roma Fiumicino, renderlo un hub redditizio e poi consolidare Linate grazie alla forte posizione di Ita» in questo aeroporto. Spohr ha sottolineato l’importanza di Linate come aeroporto premium e per i viaggi d’affari. Quindi «ci sarà un focus sul lungo raggio» e Fiumicino sarà «l'hub Meridionale» di Lufthansa per «il Nord e Sud America, Africa e alcuni mercati asiatici», spiega ancora il top manager tedesco, parlando anche delle future «sinergie» con Fs. Inoltre «l'Ue apprezzerà che col rafforzamento di Ita finalmente ci sarà una vera competizione sul mercato italiano» che al momento «è dominato da Ryanair», dice Spohr.

Quindi «c'è spazio per noi per chiudere velocemente» l’acquisto della quota di Ita con la Commissione Ue, sottolinea. Per quanto riguarda la governance, Lufthansa nominerà l’a.d, più un componente del cda che avrà in totale 5 membri.

Nel frattempo, proprio da Bruxelles esprime soddisfazione il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni. «Sono testimone di 20 anni di tentativi di dare un futuro all’ex Alitalia. Degli ostacoli incontrati, e di chi ne è responsabile. Per questo plaudo all’intesa raggiunta. Non mancheranno discussioni in Italia e in Europa. Intanto lunga vita a Ita», scrive in un tweet. Plaudono all’accordo anche i sindacati. Però ora Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e le associazioni professionali Anpac, Anpav e Anp chiedono una convocazione per un confronto sul piano industriale. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, dal Festival dell’economia di Trento, ha sottolineato come l'alleanza con Lufthansa abbia «trovato il consenso dei dipendenti e questa è una novità». «Ci aprirà spazi impensabili. La prospettiva di restare da soli - ha osservato Giorgetti - era una pia illusione».

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