Domenica, 29 Gennaio 2023
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Gli eroi tragici della mafia che canta, i neomelodici riempiono le piazze con inni ai boss

Con il suo brano dedicato allo zio «Turi» che sconta l’ergastolo come uno dei protagonisti della guerra di mafia di Catania, Niko Pandetta ha ottenuto su YouTube 4 milioni di visualizzazioni e decine di migliaia di like. Ma è solo uno dei tanti neomelodici di terza generazione che riempiono le piazze con i loro racconti di gesta epiche di capimafia, tradimenti, storie di latitanti, disprezzo per pentiti «senza dignità», odio per «sbirri» e confidenti. Questo è ormai il repertorio di tanti giovani cantanti acclamati e contesi nelle feste di quartiere. E questa è «La mafia che canta», come dice il titolo di un libro di Calogero Ferrara e Francesco Petruzzella. Ferrara è stato componente della Dda di Palermo e ora è procuratore europeo delegato. Petruzzella è analista informatico della Procura di Palermo e studioso dei fenomeni criminali di tipo mafioso. Nella prefazione Dino Petralia, capo del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, richiama un sistema in mano ai boss di quartiere. Sono loro a gestire l’organizzazione dell’evento canoro: «Dalla scelta al reclutamento e al successo dell’esibizione del cantante tutto ruota attorno ai gusti e al gradimento di chi comanda la zona» e ne ricava un credito mafioso.

I testi dei brani sono un inno alle figure più conosciute, e rispettate, dell’universo mafioso e camorristico. Basta per tutti un titolo, «O rre di Corleone», chiaramente dedicato a Totò Riina. Per tanto tempo queste melodie hanno portato in piazza il legame simbolico con gli eroi tragici della mafia e della camorra e con gli «ospiti dello Stato» presentati come perseguitati da un sistema ingiusto e repressivo. Da qualche tempo i questori hanno cominciato a vietare gli spettacoli ma questo non basta a smantellare il sistema di valori che la musica cerca onorare.

Il libro diventa così un viaggio alla scoperta di un mondo che riesce a provocare un cambio di mentalità e la rottura delle norme sociali per legittimare la violenza e la criminalità organizzata.

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