Sabato, 31 Ottobre 2020
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Michela Andreozzi fra teatro, cinema e tv: l'ironia salverà le donne - Foto

ROMA. «Le donne di oggi sono arrabbiate. Basta scendere in strada per vederlo. Io però ho scelto di raccontarlo ridendo, convinta che l'ironia continuerà a salvarci». Parola di Michela Andreozzi, che dopo il successo di «Tale e quale show», si prepara a una stagione fitta di impegni. A partire dal teatro. «Tu dimmi che spettacolo vuoi e noi siamo pronti - dice scherzando - C'è 'Vintage', che è un vero varietà per l'estate. 'Forbici e Follia', buono tutto l'anno. 'Maledetto Peter Pan', per l'inverno. Praticamente, un titolo per ogni stagione».

Il 'noi' cui si riferisce è Massimiliano Vado, attore, regista e da qualche mese anche suo 'sposo civile'. «Siamo la coppia n.1 del registro delle Unioni civili del Comune di Roma - racconta lei - Felici di aver dato anche una mano alla causa. Certo, con l'unione civile non si può avere la pensione del coniuge, ma tanto, con due attori in famiglia, di che stiamo parlando?»

I due insieme continuano a sfornare spettacoli, come l'ultimo «Maledetto Peter Pan» (dopo il debutto quest'estate, in tournèe da ottobre), tratto dalla commedia teatrale di Michele Bernier e Marie Pascale Osterrieth, in cui, lei in scena a far mille personaggi e lui alla regia, raccontano le corna della pericolosissima 'crisi di mezza età'. «Le donne della mia generazione - racconta la Andreozzi - dovrebbero stare più attente ai segnali: lui che improvvisamente va in palestra, si fa il tatuaggio, lascia la cravatta per la t-shirt. Il guaio è che con l'allungamento della vita, a 50 anni un uomo è troppo giovane. Max e io abbiamo un po' mescolato le carte, sposandoci a 45 anni: forse così il matrimonio ci sopravviverà».

Intanto, Stefano Reali l'ha voluta tra le protagoniste di "Rimbocchiamoci le maniche", fiction di Canale 5 con Sabrina Ferilli operaia in fabbrica che viene eletta sindaco, dove, dice la Andreozzi, "per la prima volta interpreto il ruolo dell'antagonista". E per lei Reali sta scrivendo anche il suo prossimo spettacolo teatrale, Appuntamenti al buio, al debutto a maggio alla Sala Umberto di Roma. Protagonisti, una coppia sposata da anni, lei attrice, lui autore teatrale al lavoro sull'adattamento di For once in my life, il musical sulla vita di Frank Sinatra. Ma il matrimonio è fortemente in crisi.

«È una piece molto stile Broadway - spiega la Andreozzi - con musica, canzoni. E un confronto generazionale forte, tra un'attrice della mia età che pensa finalmente di essersi guadagnata di diritto una posizione e invece si ritrova scalzata dalle nuove leve più giovani».

Poi in agenda, tanto cinema. Da Tutte le vogliono film di Alessio Maria Federici, in sala dal 23 settembre, (di cui la firma la sceneggiatura) con Enrico Birgnano shampista per cani e Vanessa Incontrada food designer, al nuovo Cinepanettone di Lillo e Greg, Natale a Gomorra - Pallottole e champagne. Fino al debutto alla regia con il cortometraggio Dietro un grande uomo, interpretato da Raoul Bova, ancora sul tema femminile.

"Racconto come le donne abbiano spesso una marcia in più e una chance in meno - spiega la Andreozzi - Si dice che dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna, ma spesso dietro una grande donna c'è solo tanto lavoro. Oggi le donne sono portate a rinunce pesanti, non sono libere di scegliere. Penso alla maternità per chi lavora, ad esempio. È un sentimento dolente e diffuso che continuo a raccontare, convinta che l'ironia continuerà a salvarci. E poi perchè sapere che il sentimento è comune è già una forma di condivisione. Paolo Virzì, per me il numero 1, ha visto il corto e ha detto: devi fare il 'lungo', bambina. Chissà, ci sto pensando".

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