Martedì, 01 Dicembre 2020
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Covid, cresce la paura per la nuova ondata: ecco cosa pensano i siciliani

Aumentano i casi di coronavirus e con essi anche i timori dei siciliani legati alla nuova ondata, non solo sanitari ma anche sociali ed economici. È quanto emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 12 al 15 novembre per il Giornale di Sicilia, con metodologia cawi su un campione di 2.940 cittadini maggiorenni residenti in Sicilia, lettori di GdS.it.

Dopo una netta flessione nella stagione estiva, dal 63% di maggio sino al 42% di inizio settembre, la preoccupazione per il Covid nell’Isola raggiunge oggi l’85%, non lontana dai dati di aprile.

Le ragioni principali di preoccupazione sono legate oggi ai rischi per la salute e ai timori del contagio, indicate dal 78%; il 22% cita invece prioritariamente le conseguenze economiche per il tessuto produttivo.
Il timore crescente legato alla crescita dei contagi induce il 63% degli intervistati a condividere l’ipotesi di estendere, per un breve periodo, la didattica a distanza a tutte le scuole, anche Elementari e Medie; contrari si dichiarano 3 siciliani su 10, propensi invece a proseguire con la didattica in presenza nelle scuole dell’obbligo.

L’Istituto diretto da Pietro Vento ha analizzato anche l’opinione dei cittadini sulle principali misure del DPCM attuate da circa 10 giorni su tutto il territorio nazionale: risultano apprezzate da 9 intervistati su 10 la riduzione al 50% della capienza sui mezzi di trasporto e la chiusura delle sale scommesse e dei punti videogiochi. L’88% condivide il divieto di spostamento da e verso le regioni a rischio; leggermente inferiore, ma valutati comunque positivamente dal 75% anche il divieto di circolazione tra le 22 e le 5 del mattino. Maggiori perplessità - nel sondaggio dell’Istituto Demopolis - emergono invece sulla divisione del Paese in aree di rischio tra zone rosse, arancioni e gialle.

In termini complessivi, il 23% considera adeguate le misure del Governo; il 19% le ritiene invece inutili ed inopportune. Il 58% - la stragrande maggioranza dei siciliani intervistati da Demopolis - sostiene che le attuali misure siano troppo timide e settoriali per potere davvero frenare il virus, nella convinzione che solo scelte nazionali nette ed uniformi possano contenere l’ulteriore diffusione del Covid.

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