Martedì, 30 Novembre 2021
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Per Fido più coccole e meno parole

Sicilia, Tempo libero

PALERMO. Se Fido fa il bravo, meglio riempirlo di coccole anziché lodarlo con la voce. A dirlo è una nuova ricerca americana che ha dimostrato come i cani domestici preferiscano i contatti fisici e le carezze rispetto alle lodi vocali, sia se si tratta del proprio padrone che di uno sconosciuto. Lo studio, condotto dai ricercatori dell'università della Florida, ha analizzato la natura delle interazioni sociali dei cani verso gli esseri umani concentrandosi, in particolare, sulla preferenza tra le coccole fisiche e la gratificazione attraverso il tono della voce e prendendo in considerazione anche l'influenza che ha la familiarità dell'interlocutore umano su tale predilezione.

Esaminando diverse specie e prendendo in considerazione sia gli amici a quattro zampe domestici sia quelli che vivono nei canili, i ricercatori hanno dimostrato che, in generale, i cani trascorrono più tempo insieme all'uomo quando l'interazione tra loro è avvenuta soprattutto attraverso contatti fisici. Meglio però non generalizzare, molto dipende dal contesto e dal cane. «È vero che ai cani piacciono le coccole, ma non a tutti, è sempre qualcosa di individuale - spiega Eugenia Favaloro, educatrice cinofila dell’associazione cinofila dilettantistica sportiva Scialuricani di Palermo -. Alcuni amano le coccole solo in alcuni momenti e non come gratificazione durante il lavoro, altri invece starebbero tutto il giorno a farsi accarezzare. A volte un tono giocoso di compiacimento rende più di una smanacciata nella testa e viceversa».

Come pubblicato sulla rivista «Behavioural Processes», quando si tratta di carezze, il miglior amico dell’uomo non sembra poi trovare differenza tra il padrone e uno sconosciuto. «Nel complesso - scrivono i ricercatori - i gesti affettuosi sembrano rappresentare un’importante interazione tra i cani e l’uomo in grado di sostenere il comportamento sociale inter specifico. La lode vocale, invece, deve essere più specificamente condizionata per essere recepita nel modo corretto». Federica CortegianiSe Fido fa il bravo, meglio riempirlo di coccole anziché lodarlo con la voce. A dirlo è una nuova ricerca americana che ha dimostrato come i cani domestici preferiscano i contatti fisici e le carezze rispetto alle lodi vocali, sia se si tratta del proprio padrone che di uno sconosciuto. Lo studio, condotto dai ricercatori dell'università della Florida, ha analizzato la natura delle interazioni sociali dei cani verso gli esseri umani concentrandosi, in particolare, sulla preferenza tra le coccole fisiche e la gratificazione attraverso il tono della voce e prendendo in considerazione anche l'influenza che ha la familiarità dell'interlocutore umano su tale predilezione.

Esaminando diverse specie e prendendo in considerazione sia gli amici a quattro zampe domestici sia quelli che vivono nei canili, i ricercatori hanno dimostrato che, in generale, i cani trascorrono più tempo insieme all'uomo quando l'interazione tra loro è avvenuta soprattutto attraverso contatti fisici. Meglio però non generalizzare, molto dipende dal contesto e dal cane. «È vero che ai cani piacciono le coccole, ma non a tutti, è sempre qualcosa di individuale - spiega Eugenia Favaloro, educatrice cinofila dell’associazione cinofila dilettantistica sportiva Scialuricani di Palermo -. Alcuni amano le coccole solo in alcuni momenti e non come gratificazione durante il lavoro, altri invece starebbero tutto il giorno a farsi accarezzare. A volte un tono giocoso di compiacimento rende più di una smanacciata nella testa e viceversa».

Come pubblicato sulla rivista «Behavioural Processes», quando si tratta di carezze, il miglior amico dell’uomo non sembra poi trovare differenza tra il padrone e uno sconosciuto. «Nel complesso - scrivono i ricercatori - i gesti affettuosi sembrano rappresentare un’importante interazione tra i cani e l’uomo in grado di sostenere il comportamento sociale inter specifico. La lode vocale, invece, deve essere più specificamente condizionata per essere recepita nel modo corretto».

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