Venerdì, 21 Gennaio 2022
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I rifugi tra mille difficoltà
Tattoo e selfie per i trovatelli

Negli «orfanotrofi» a quattro zampe, gestiti da associazioni animaliste, le risorse a disposizione scarseggiano. Così i volontari inventano iniziative per raccogliere fondi. Per sostenere i randagi ospiti al ricovero della Favorita si ricorre ad un autoscatto E dal Nord arrivano le donazioni di chi ha aderito a «Una zampetta sul cuore»
Sicilia, Tempo libero

PALERMO. Pochi soldi e volontari a disposizione, ma tanti trovatelli a cui badare. Sono molte le difficoltà affrontate dai rifugi palermitani, che al loro interno offrono una cuccia e una ciotola ai cani abbandonati per strada. Tra le spese per il mangime e le cure veterinarie, anche per i ricoveri di Fido e Micio è difficile arrivare alla fine del mese. E allora si rinuncia? I volontari animalisti non ci pensano nemmeno. È così che, con una buona dose di fantasia e tanto amore, da questo mese partiranno diverse iniziative, alcune anche molto bizzarre, per raccogliere fondi a favore dei quattro zampe. Dai selfie che ritraggono proprietario e pet in vacanza, per sostenere la campagna anti-abbandono e rigorosamente da postare su Facebook, si passa così ai tatuaggi a forma di zampetta per aiutare gli orfanelli. Non si può certo dire, insomma, che ai volontari amici degli animali manchino le idee.
Per aiutare i 250 trovatelli, «Il rifugio del cane abbandonato della Favorita» ha dato il via al concorso fotografico «Pet summer selfie». Sfruttando la nuova moda degli autoscatti, basta partecipare con un'immagine che ritrae padroncino e pet, preferibilmente scattata in vacanza, al mare o nella propria città. La foto verrà poi postata nell'omonima pagina facebook dell'evento al modico costo di 5 euro. Vincerà il selfie che ha ricevuto più «Mi piace». Partecipazioni aperte fino al 30 settembre.
«Si tratta di un'iniziativa che ha un duplice obiettivo: raccogliere fondi per i nostri trovatelli e sostenere una campagna contro il randagismo - spiega Elena La Porta, presidente della Lega nazionale di difesa del cane, sezione di Palermo, associazione che da anni gestisce il rifugio -. Non è un caso, infatti, che abbiamo scelto come tema i selfie scattati durante le vacanze estive, periodo in cui il fenomeno degli abbandoni è certamente in aumento». I vincitori avranno a disposizione la fornitura gratuita di mangime per un anno, offerta dal gruppo cinotecnico Vilardo, sponsor dell'iniziativa. Un concorso, però, che più che una gara ha soprattutto una finalità benefica: «I soldi raccolti verranno spesi per il cibo e tutte le cure di cui hanno bisogno i cani accolti nel rifugio. Non usufruiamo di contributi pubblici, ma solo di donazioni da parte di privati e gran parte del lavoro è svolto grazie all'attività di giovani volontari che amano gli animali» precisa infine La Porta.
E la catena di solidarietà nei confronti dei pelosetti siciliani arriva anche dal Nord. A settembre il rifugio «Sos primo soccorso» riaprirà la campagna «Una zampetta sul cuore», partita per la prima volta a maggio, su idea di una ragazza milanese, Ilenia Cantin, che ha coinvolto una decina di tatuatori lombardi, i quali hanno messo a disposizione la loro professione in favore dei trovatelli palermitani. Chi ha aderito si è fatto tatuare sulla pelle la zampetta di un cane e metà del costo del tattoo è stata devoluta al rifugio di via Casalini, che accoglie attualmente circa 180 pelosetti.
«Non facile mandare avanti una struttura del genere - racconta Patrizia Pavone, una volontaria -. Siamo solo quattro donne che ci adoperiamo come possiamo, ma i costi sono tanti e così, cerchiamo di organizzare quante più attività possibili per raccogliere fondi da destinare ai cani meno fortunati. Molte delle donazioni e delle adesioni provengono comunque dal Nord Italia».
Un’iniziativa simile, dal titolo «Amici per la pelle», è stata avviata anche dall'associazione animalista Lida, i cui volontari gestiscono il rifugio Eureka, ma con tatuatori professionisti palermitani. «Idea che riproporremmo già da questo mese - dice Alessandra Musso della Lida -, ma coinvolgendo studi di altre regioni italiane, al di fuori della Sicilia, sperando di raggiungere così maggiori adesioni».

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