Mercoledì, 26 Giugno 2019
SCONTRO CON GOOGLE

Huawei lavora a un nuovo sistema operativo: il lancio in autunno

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Huawei

Il gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei è pronto con il piano B, e potrebbe avere il nuovo sistema operativo sviluppato internamente già a partire dall’autunno di quest’anno. Lo ha dichiarato uno degli alti dirigenti del gruppo di Shenzhen, Richard Yu, a capo delle divisione Consumer business di Huawei, citato sia dal quotidiano China Daily, primo a rilanciare la notizia, che dalla rete telvisiva Cnbc.

«Il sistema operativo di Huawei sarà compatibile con Android e tutte le applicazioni web», ha detto Yu in una chat con altri altri esperti di internet sulla piattaforma WeChat, citata dal giornale cinese e potrebbe essere pronto «al più presto nell’autunno 2019 o, al più tardi, la prossima primavera», e sarà supportato da tutti i dispositivi del gruppo, dagli smartphone, ai tablet, alle smart tv, fino ai dispostivi indossabili e alle vetture.

«Oggi, a Huawei, siamo ancora legati a Microsoft Windows e a Google Android», ha detto Yu a Cnbc, «ma se non possiamo usarli, Huawei preparerà il piano B per usare il proprio sistema operativo».

Sul nuovo sistema operativo sarà disponibile la App Gallery, ovvero l’App Store di Huawei, alla quale viene, però, spesso preferito dagli utenti il Play Store di Google per scaricare le app preferite. Il Google Play Store, però, non sarà più disponibile nel caso in cui il gruppo fosse bloccato permanentemente dall’utilizzo di prodotti Google o Microsoft, al termine del rinvio di 90 giorni al bando di vendita di componentistica al gruppo di Shenzhen concesso dall’amministrazione Usa, che permetterà fino al 19 agosto prossimo a Huawei di mantenere i network attuali e di fornire aggiornamenti software ai dispostivi esistenti.

«Non volevamo, ma siamo stati costretti dal governo degli Stati Uniti», ha commentato Yu. «Penso che questa non sia una cattiva notizia solo per noi, ma anche per i gruppi statunitensi, perchè abbiamo sostenuto il business Usa, e saremo costretti a fare da noi. Non volevamo», ha ripetuto Yu, «ma non avevamo altra soluzione, non avevamo altra scelta».

(AGI)

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