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Berrettini fuori dal tunnel, a Marrakech torna a vincere

Dopo il lungo stop arriva l’ottavo titolo: «Questo è solo l’inizio»

Matteo Berrettini of Italy in action against John Millman of Australia during their men's singles second round match at the Italian Open tennis tournament in Rome, Italy, 12 May 2021. ANSA/ETTORE FERRARI

Le mani sul volto, la commozione, le lacrime trattenute a stento prima di aprirsi in un enorme sorriso. Fuori dal tunnel di Matteo Berrettini, ex numero uno del tennis italiano, c’è la terra di Marrakech e un titolo (Atp 250) che il romano si va a prendere, dando un calcio alla sfortuna e a mesi di stop. La vittoria al «Grand Prix Hassan II» vale più di un titolo, l’ottavo peraltro per il 27enne romano che non si è voluto arrendere e che dal Marocco lancia un messaggio: «Questo è solo l’inizio». L’azzurro non conquistava un torneo Atp dal Queen’s 2022: sono passati 658 giorni, tra alti e bassi, e una love story (finita) da copertina (quella con Melissa Satta).

«Bentornato Matteo»: gli applausi di incoraggiamento per l’azzurro che non disputava una finale da oltre un anno e mezzo e che in Marocco ha battuto in due set 7-5 6-2 lo spagnolo Roberto Carballes Baena, n.64 del ranking e campione in carica. Per il tennis azzurro è il trofeo numero 90, il quinto in questo 2024 dopo i tre di Sinner (Australian Open, Rotterdam e Miami) e il primo in carriera di Darderi (Cordoba). Con il ritorno al successo Berrettini rientra nella top 100, con un balzo dalla 135/a posizione al’84/a.

Una finale con un avvio tutt’altro che facile per il romano, che non ingrana subito con il servizio. E infatti il primo allungo è dello spagnolo che va sul 3-1, ma arriva il contro-break e Berrettini si riporta sul 3 pari. Il 7-5 se lo assicura con un diritto a campo aperto. In avvio di secondo set l’azzurro deve annullare tre palle-break, prima di prendere il largo. Sul 3-1 per Berrettini lo spagnolo va in confusione e sotto 4-1. L’azzurro prende in mano il gioco e chiude 6-2 con un ace al secondo match-point.

Rientrato nel tour a metà marzo (dopo sette mesi di stop per l’infortunio alla caviglia destra rimediato all’ultimo Us Open) in occasione del Challenger 175 di Phoenix, in Arizona, dove ha raggiunto la finale (sconfitto dal portoghese Borges): poi a Miami è stato battuto in rimonta all’esordio dallo scozzese Andy Murray. Ora il successo a Marrakech che lo rilancia nel tennis che conta. «Gli ultimi due non sono stati anni facili. Il mio corpo non mi permetteva di giocare, grazie a chi era qui e a chi era a casa, che ha reso possibile il mio rientro - le parole di Berrettini -. Ringrazio anche la mia famiglia, poi oggi è il compleanno di mio zio: tanti auguri». Berrettini ha ringraziato anche i tifosi. «Mi avete dato grande energia. So che tutti gli italiani hanno fatto un tifo pazzesco per me, qui e da casa. Mi siete stati davvero vicini».

Un ritorno guardando ai prossimi, grandi appuntamenti: intanto c’è il Masters di Montecarlo guadagnato con una wild card e in cui esordirà al primo turno contro il serbo Miomir Kekmanovic. Torneo che ha salutato la buona partenza di Lorenzo Musetti (battuto l’americano Fritz n.13 al mondo in due set 6- 6-4) e vedrà il debutto stagionale sulla terra rossa di Jannik Sinner. Per il n.2 mondiale la tappa monegasca rappresenta un test verso altri obiettivi: «Il Roland Garros e i Giochi di Parigi. È stato un inizio straordinario, sono andato ben oltre le attese ma adesso si riparte» dice l’azzurro n.2 del tennis mondiale. E anche Berrettini alza lo sguardo in alto, lui verso l’amata erba di Wimbledon.

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