Mercoledì, 12 Maggio 2021
stampa
Dimensione testo

Sport

Home Sport Quattro giovani siciliani ai mondiali di pugilato: ecco chi sono
A KIELCE

Quattro giovani siciliani ai mondiali di pugilato: ecco chi sono

di

Sono quattro i giovani pugili siciliani che combatteranno ai mondiali youth di pugilato, che si terranno nella città di Kielce, in Polonia, fino al 24 aprile. Gli atleti appartengono due alla nazionale femminile e due alla nazionale maschile.

Tra le donne, saliranno sul ring la catanese Lucia Elen Ayari, 51Kg, della “Boxing Team Catania Ring” e la siracusana Michela Caccamo, 54Kg, della “Pugilistica Vincenzo Rossitto”. Invece per la seconda squadra ci sono i siracusani Salvatore Di Noto, 49Kg e Daniele Salerno, 60Kg. Entrambi fanno parte del “Dresda Boxe Team Siracusa”.

Sotto la guida della nazionale di pugilato youth femminile vi è un'eccellenza siciliana di questo sport, per l'esattezza modicana, si tratta del tecnico Valeria Calabrese. Quest'ultima tra l'altro vanta anche un'ottima carriera da dilettante nel pugilato e nella kickboxing, anche a livello internazionale. Oggi allena le nazionali di pugilato di ben tre categorie: schoolgirl, junior e youth. Calabrese allena la nazionale youth dal 2017, entrando già nella storia della boxe dilettantistica italiana un paio di anni dopo, infatti per la prima volta in assoluto la sua squadra è arrivata prima nel medagliere agli europei del 2019.

“Sono felice quando ci sono ragazze o ragazzi siciliani in nazionale. Da siciliana ne sono orgogliosa. Da tecnico nazionale mi ritengo assolutamente imparziale – dice Valeria Calabrese -. Non riesco a vedere la “regione” nelle mie convocazioni. Solo nomi e risultati. Il pugilato siciliano è assolutamente tra i migliori in Italia. Il livello nel settore giovanile è altissimo, ma non si può dire lo stesso del settore élite. C'è sicuramente qualcosa da rivedere sui progetti a lungo termine degli atleti”.

Valeria Calabrese ha spiegato cosa bisognerebbe migliorare per vedere più pugili siciliani nel panorama internazionale: “Il livello degli atleti rispecchia certamente il valore dei tecnici. Il pugilato è uno sport in cui gran parte delle persone che ci sono all'interno lavorano per passione. E questo viene fuori benissimo. Però se oltre la passione e l'esperienza dei maestri, il sistema riuscisse a trasmettere anche conoscenze scientifiche, si farebbe certamente un salto di qualità generale, e soprattutto nella nostra regione, la Sicilia”.

Un aspetto particolare per la preparazione di questi mondiali è stata la scelta della Russia come ultima tappa per il ritiro. Dietro questa decisione vi sono dei motivi ben precisi: “La scelta della Russia è stata pensata, ponderata e calcolata. La Russia è tra i paesi più forti al mondo. La mia idea è sempre stata e continua ad essere quella che noi, come scuola, non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Quello che le squadre, come la Russia, hanno più di noi, è l'attitudine al combattimento, l'atteggiamento e la sicurezza. Per me, stare in mezzo a loro per tanti giorni può fare la differenza. Sapevo sarebbe stata dura, ma il mondiale lo sarà ancora di più. Non possiamo allenarci a combattere a freccette, se poi in guerra ci sparano coi Kalashnikov” conclude Valeria Calabrese.

© Riproduzione riservata

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X