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Formula 1 ai nastri di partenza, in Belgio Ferrari a caccia del riscatto

Riparte la Formula 1 dopo la pausa estiva e in casa Ferrari c'e' gran voglia di ricominciare a correre nel migliore dei modi dopo un avvio di stagione sotto le attese. A suonare la carica a Maranello in vista del Gran Premio del Belgio di domenica è il team principal della Rossa Mattia Binotto: "Il campionato riparte dal Belgio e dalla splendida pista di Spa-Francorchamps, uno dei tracciati più completi presenti nel calendario del Mondiale. Abbiamo staccato per qualche giorno, giusto il tempo per ricaricare le batterie e tornare in pista pronti ancora una volta a dare battaglia. Siamo più motivati che mai a fare bene nella seconda parte di stagione e vogliamo provarci fin da questo weekend''.

Il campionato del mondo di Formula 1 torna a Spa-Francorchamps, una delle piste che hanno fatto la storia della categoria, avendo ospitato ben 51 edizioni del Gran Premio del Belgio. Quello che si corre domenica è la numero 64 con la Scuderia Ferrari che si è imposta in 17 occasioni. ''Quello di Spa - aggiunge Binotto - è un circuito dalle velocità medie molto elevate: il primo e l'ultimo settore sono caratterizzati da lunghi rettilinei che premiano la maggiore velocità, ma è anche nella parte centrale, ricca di curve che richiedono un buon bilanciamento della vettura e un maggior carico aerodinamico, che spesso si riesce a fare la differenza e sul quale dovremo torvare il miglior compromesso di assetto". (SEGUE) PGR 2019-08-27.

Una pista tra le più congeniali a Sebastian Vettel: "Spa-Francorchamps è una pista leggendaria, che è senza dubbio tra le mie preferite. È un tracciato molto speciale - sottolinea il pilota tedesco della Ferrari - che si caratterizza per i saliscendi e per il fatto di snodarsi per buona parte praticamente nel bosco. Chiaramente nel corso del tempo anche questo circuito è cambiato molto, come del resto lo sono le auto che guidiamo. Ricordo - conclude Vettel - la prima volta che ho gareggiato qui in Formula 1 e rispetto a quei tempi certe curve sono diventate più facili da affrontare, perché c'è più carico aerodinamico sulle nostre monoposto. La esse in salita Eau Rouge, che oggi possiamo percorrere in piena accelerazione, resta qualcosa di unico, ma anche curve come Pouhon e Blanchimont sono spettacolari''

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