Giovedì, 26 Novembre 2020
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Giro, Pinot vince ad Asiago davanti a Zakarin e Nibali

ciclismo, giro d'italia, Sicilia, Sport
Thibaut Pinot

ASIAGO. Nella sfida totale che ha avuto come scenario i luoghi-simbolo della Grande guerra, ma senza rinunciare alla logorante coda dell’altopiano di Asiago, Thibaut Pinot ha preceduto tutti, compreso Nairo Quintana in maglia rosa, ma l’olandese Tom Dumoulin è riuscito a cadere in piedi, senza farsi troppo male. Perché nella crono di domani, sul percorso piatto che da Monza porterà a Milano, è il favorito numero uno.

Se il 'Tulipano' della Sunweb, com'è assai probabile, dovesse infliggere 54" di distacco al leader Quintana, 21/a tappa e maglia rosa saranno sue. Definitivamente. Senza contrattempi, guai intestinali e quant'altro ha finora contribuito - in singolar tenzone - a creare un clima di smisurata suspence, l'olandese è il maggior indiziato alla conquista del Giro numero 100 che, per dirla alla Nibali, è stato il più incerto, difficile e tattico fra quelli degli ultimi anni.

Nella guerra di nervi, di gambe, combattuta giornalmente sui pedali, oggi c'è stato spazio per le illusioni, domani invece sarà il giorno dei verdetti e dei rimpianti. E non saranno pochi a rivedere il film della corsa, ripensando a quando cercavano più a evitare la sconfitta - con atteggiamenti catenacciari degni della migliore tradizione italiana del pallone - che ad andare a caccia del trionfo.

Oggi si è avuta ulteriore dimostrazione dell’immobilismo che serpeggiava in alcuni frangenti della corsa, quando il gruppetto di testa - formato da Quintana, Pinot, Nibali, Zakarin e Pozzovivo - dopo avere allungato fino a +20" su Dumoulin nella salita di Poza, ha cominciato una poco edificante guerra di nervi, favorendo il rientro dell’olandesone, trascinato nella circostanza dai gregari per caso Mollema e soprattutto Jungels.

C'è voluto tutto il coraggio di Nibali per riportare il vantaggio a una ventina di secondi su Dumoulin, con la collaborazione di Pinot, ma anche di Quintana che - forse perché privo di forza e un po' per scarsa empatia con i compagni di fuga - era rimasto abbastanza a guardare, come se non fosse lui il titolare della maglia rosa. Il colombiano perderà probabilmente il Giro per la scarsa predisposizione all’iniziativa, non a caso al Tour si è già guadagnato l'appellativo di 'Manana': rimanda a domani quello che poteva essere fatto oggi. Un atteggiamento da puro scalatore autolesionista.

Quintana l’avaro verrà stritolato dal cronoman Dumoulin e domani rischia - anche meritatamente - di perdere il podio, perché Pinot e Nibali non dovrebbero avere problemi a rosicchiargli rispettivamente 43" e 39". Dalla crono del 'Sagrantino', il 16 maggio in Umbria, il 'Condor' delle Ande è uscito con le ossa rotte, perdendo la maglia rosa e cancellando l'impresa sul Blockhaus, dove domenica 14 era riuscito a mettere tutti in fila. Un exploit che è rimasto unico nel suo genere. Domani, dopo migliaia di chilometri, saliscendi dalla Sardegna, alla Sicilia, alla Lombardia, i valori potrebbero appiattirsi come la strada, ma è comunque quasi impossibile pensare che Dumoulin non vinca la cronometro, difficile ipotizzare che Quintana scenda giù dal podio. Ma non impossibile.

Come nel 2012, quando a Milano il canadese Ryder Hesjedal riuscì a superare nell’ultima crono lo spagnolo 'Purito' Rodriguez per soli 16", domani si riproporrà la sfida all’ultima pedalata e con il cronometro in mano. Tutti possono sperare. O forse no.

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