Lunedì, 30 Marzo 2020
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SERIE A

Mandzukic e Dybala, debutto da urlo: la Juve batte la Lazio e vince la Supercoppa

PECHINO. Più forte dei cambiamenti, del  pessimo campo, della regia cinese e di una Lazio che non molla per  un'ora. La Juventus riparte da quell'antica abitudine di vincere,  dal double dello scorso anno e cancellando in parte l'amarezza  della finale di Champions League persa con il BarUa. La settima  Supercoppa dei bianconeri porta poi le firme di due dei nuovi  acquisti, Mandzukic e Dybala. Autori del 2-0 con cui Allegri batte  Pioli allo Shanghai Stadium, la dimostrazione che il progetto  bianconero si presta tanto facilmente alle critiche, quanto riesce  sempre a sorprendere con i fatti quando si inizia a fare sul  serio. Il tutto dopo una gara bruttina, soprattutto nel primo  tempo, dominata dai tatticismi e da tutto il resto.

 Rispetto alla vigilia il primo cambio che risalta agli occhi è,  indisponibile Morata, Coman (e non Dybala) in attacco a dar man  forte a Mandzukic. Allegri punta sul 3-5-2 con Marchisio in regia  e terzetto di difensori composto da Barzagli, Bonucci e Caceres.  Dall'altra parte, archiviati almeno per 90' i dubbi sul suo  futuro, Lucas Biglia riparte in regia con la fascia di capitano.  Al suo fianco Onazi e Cataldi, quest'ultimo impegnato a soffocare  in marcatura le iniziative di Marchsio. Per Pioli comunque un  4-3-3 con Klose prima punta e Anderson e Candreva a cambiarsi  spesso di fascia.   Il caldo, l'afa e il vento non aiutano lo spettacolo. A Shanghai  sembra di giocare su un campo di patate che non facilita le  giocate dei più tecnici. Esempio? Un cross di Lichtsteiner che  diventa un passaggio per Marchetti. In più, aggiungiamo la pessima regia della Uvs cinese (la stessa  che ha negato alla Lega Serie A di metter mano al campo), che  irrita addirittura la Rai, la quale non manca di ricordare ai suoi  telespettatori di non avere responsabilità per il pessimo  servizio. Insomma, lo spettacolo (comico però) è più la cornice  che non la partita, almeno nel primo tempo. Che vola via con un  solo tiro in porta di Lichtsteiner e un paio di sortite in avanti  dei biancocelesti nei primi 10'. Poi la Juve prende le  contromisure e la gara si appiattisce.   Meglio, molto meglio la ripresa.

Che si apre con un contropiede  condotto da Cataldi e provato a finalizzare da Candreva, soffocato  alla fine dall'intervento decisivo di Evra. Poco dopo (3') doppio  sussulto di Pogba. Il francese prima lancia Mandzukic in porta ma  il croato a tu per tu con Marchetti si fa ipnotizzare. Poi prova  la botta da fuori con un destro ad effetto che sfiora il palo  prima di spegnersi fuori. A quel punto Allegri decide di cambiare  in avanti: dentro Dybala e fuori Coman. La Juve alza il ritmo e  per la Lazio non ce n'è più. Al 24' cross da destra di Sturaro,  spunta la testa di Mandzukic e stavolta l'ex Atletico Madrid  indovina l'angolo giusto per il vantaggio bianconero. La Lazio non  reagisce, anche perchè in neanche 5' la Juve raddoppia: assolo di  Pogba da sinistra che manda in tilt mezza difesa laziale, la pala  finisce a Dybala che con una gran botta gela ancora Marchetti.  Gara congelata, non bastano a Pioli gli ingressi di Djordjevic e  poi dei nuovi Morrison e Kishna. La Supercoppa è della Juve,  Allegri riparte da dove aveva terminato.

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