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Inter, si complica il cammino: sconfitta 3-1 dal Wolfsburg. Anche il Toro ko

Giovedì prossimo a San Siro sarà difficile per l'Inter ribaltare il 3-1 dell'andata. Ma è stata l'Inter stessa a complicare la qualificazione, perchè il Wolfsburg non è squadra imbattibile e due dei tre gol sono stati subiti da calcio piazzato

MILANO. In Germania crolla l'Inter che viene battuta 3-1 dal Wolfsburg. Gli errori di Palacio e soprattutto di Carrizo compromettono la partita e la qualificazione ai quarti di Europa League. Illusoria la rete dell'argentino dopo soli 6', perchè i padroni di casa recuperano e poi trovano il doppio vantaggio firmato da De Bruyne.

L'Inter 'copeterà chiesta a gran voce da Mancini, dura poco più di venti minuti, poi torna la squadra schiava dei propri punti deboli. Preoccupante la prestazione dei nerazzurri nel secondo tempo: ai soliti buchi difensivi si unisce un centrocampo inconsistente e un attacco poco incisivo. A Wolfsburg l'Inter si condanna da sola, commettendo errori grossolani per una squadra che punta al titolo e, nella prossima stagione, allo scudetto. Questa sera, poi, non si salva neppure Mancini. Lascia perplessi la scelta di affidarsi a Carrizo nel cammino in Europa League, perchè al portiere va gran parte della responsabilità della debacle nerazzurra. Dubbi anche sulla decisione di cambiare sistema di gioco sostituendo Hernanes con Vidic e consegnando così le chiavi del centrocampo agli avversari.

Giovedì prossimo a San Siro sarà difficile per l'Inter ribaltare il 3-1 dell'andata. Ma è stata l'Inter stessa a complicare la qualificazione, perchè il Wolfsburg non è squadra imbattibile e due dei tre gol sono stati subiti da calcio piazzato. I nerazzurri partono bene, aggressivi, vanno in pressing sul portatore di palla e sembrano voler subito gestire la partita. E l'approccio propositivo viene premiato: dopo 6' dal fischio d'inizio D'Ambrosio intercetta palla, sfruttando un'incertezza a centrocampo di Schurrle, passa ad Icardi che fornisce l'assist a Palacio. Inter in vantaggio e partita subito in discesa, quasi i nerazzurri avessero trovato uno dei pochi punti deboli della formazione di casa. Ma la gara è solo alle battute iniziali e la reazione degli avversari può essere temibile. I tedeschi,
infatti, per mentalità, non sono una formazione che si dà per vinta. Con pazienza e costanza gli uomini di Hecking rialzano la testa e si affacciano con pericolosità nella metà campo nerazzurra. E al 27' l'Inter ricade nei soliti errori difensivi: Caligieri, indisturbato, prova la conclusione di testa da posizione ravvicinata, ma Carrizo devia in calcio d'angolo.

E proprio sugli sviluppi del corner, il Wolfsburg trova l'1-1: cross di De Bruyne, black out difensivo e Naldo che indisturbato colpisce di testa battendo Carrizo. La rete del pari è preludio ad un dominio totale dei Lupi nella ripresa. Palacio, però, ha un'occasione d'oro che ribalterebbe la partita. Al 12' riceve palla davanti alla porta, ha tempo di stoppare e prendere la mira, ma sbaglia clamorosamente. A quel punto Mancini cambia modulo e da quel momento il Wolfsburg prende il sopravvento. Al 18' incredibile leggerezza di Carrizo che sbaglia il passaggio a Juan Jesus e serve invece Vieirinha, cross al centro e De Bruyne che porta in vantaggio i tedeschi. Il pallino del gioco come il possesso palla è in mano al Wolfsburg e alla mezz'ora arriva il 3-1 su punizione (dopo fallo di Vidic) calciato da De Bruyne. Manca equilibrio a questa Inter che fallisce l'esame della maturità. Il passo indietro rispetto alla gara con il Napoli è evidente. E probabilmente dopo l'andata di questi ottavi di Europa League, si devono anche ridimensionare le ambizioni stagionali dei nerazzurri.

ZENIT-TORINO. Lo Zenit raffredda l'entusiasmo del Torino in Europa League: al 'Petrovskij' di San Pietroburgo finisce 2-0 per i russi. Solo con un'altra prova memorabile - stile Bilbao - i granata potranno riuscire, tra sette giorni, nella rimonta ed approdare ai quarti di finale. Servirà il 3-0 o il 4-1, mica uno scherzo contro i dominatori del campionato russo che hanno trequartisti rapidi e imprevedibili. Tutto in salita, quindi per i granata, rimasti in 10 dopo soli 27'. Benassi, già ammonito per un fallo tattico, ha rimediato il secondo giallo per un'entrata scorretta sul belga Witsel. Per riequilibrare il centrocampo, Ventura ha inserito Vives, sacrificando una punta, il veloce Martinez, utile nei contropiede.

L'inferiorità numerica ha bloccato psicologicamente il Toro, ripiegato nella sua metà campo a cercare di difendere lo 0-0. Ma il palleggio nella trequarti dello Zenit ha presto punito i granata: Witsel ha sfruttato errori e sfortuna - Glik è scivolato mentre stava per spazzare l'area - portando i russi sull'1-0.

Padelli ha evitato il secondo gol con una respinta di piede su Hulk, con il Toro in nove per l'infortunio muscolare di Vives, sostituito qualche minuto dopo da Farnerud. Il portiere granata, però, si è arreso sull'azione successiva: una serie di tocchi di 'prima' hanno portato Hulk al tiro. Il possente brasiliano ha colpito il palo, ma per Mimmo Criscito è stato un gioco da ragazzi infilare la porta rimasta sguarnita.    Il Toro ha continuato a subire, attento a non subire il terzo gol, ma troppo remissivo e restio a costruire gioco. Si è svegliato negli ultimi 10' scarsi, ma prima Garay ha stoppato Maxi Lopez poi Farnerud ha sbagliato il tocco su calcio di punizione, facendo imbufalire Ventura.

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