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I carusi morti nelle miniere siciliane, il 12 novembre la giornata in memoria delle vittime

La miniera di zolfo Cozzo Disi a Casteltermini

Il 12 novembre di ogni anno sarà celebrata in Sicilia la «Giornata in memoria delle vittime nelle miniere».

Lo ha deciso il governo Musumeci, che ha appena votato un apposito disegno di legge, da trasmettere alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana subito dopo la pubblicazione. L’iniziativa governativa stabilisce che «in occasione della Giornata regionale, in tutti i luoghi pubblici e privati è osservato un minuto di silenzio dedicato alle vittime». Si è scelta questa data perché coincide con il giorno della tragedia (avvenuta nel 1881) nella miniera di Gessolungo, in provincia di Caltanissetta, quando a seguito di un’esplosione ci furono 65 vittime, tra le quali 19 carusi.

Secondo il presidente della Regione «il provvedimento ha lo scopo di conservare e rinnovare la memoria di tutti quei siciliani, ovunque nel mondo, deceduti tragicamente all’interno di miniere, in disumane condizioni di sfruttamento e senza alcuna tutela. Erano soprattutto carusi, ai quali era stato espropriato il diritto alla dignità umana, nella indifferenza - se non nella complicità - dei governanti del tempo». «Una pagina vergognosa - commenta ancora Musumeci - alla quale possiamo porre parziale riparo solo con il ricordo e la preghiera. Sono certo che il parlamento siciliano vorrà condividere unanimemente la proposta del governo». Si calcola che dall’Unità d’Italia agli anni Sessanta del secolo scorso siano stati circa 350 i siciliani morti all’interno delle miniere dell’Isola.

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