Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Il Doodle di Google che sorprende: oggi celebra gli stivali di gomma

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Il Doodle di Google dedicato agli stivali di gomma

Oggi, un po' a sorpresa, Google dedica il Doodle agli stivali Wellington, i noti stivali di gomma. Il disegno è allegro, spensierato e colorato e celebra l'uso di queste calzature con la pioggia. Quasi una danza sulle pozzanghere, un divertimento per molti bambini, non a caso uno dei passatempi preferiti da Peppa Pig che con le galosce spesso salta sulle pozzanghere di fango.

Ma perchè Google dedica il Doodle agli stivali di gomma? Il 5 dicembre di 5 anni fa nella contea nord occidentale inglese di Cumbia, caddero 33 centimetri di pioggia in 24 ore. Quel giorno fu uno dei più piovosi nella storia dell'Inghilterra.

Gli stivali di gomma inoltre richiamano alla memoria i giorni tristi per Venezia, con la città allagata e la necessità di ricorrere a calzature che potessero permettere di camminare nonostante l'acqua alta. Le foto di Piazza San Marco che "annega" appartengono a un recente passato e fanno il paio con i disagi vissuti anche in altre zone dell'Italia, a Licata per esempio, dove la forza della pioggia ha provocato danni e allagamenti senza precedenti. Lo Stato ha stanziato le prime somme per fronteggiare l'emergenza.

LA STORIA DEGLI STIVALI DI GOMMA. Nacquero soprattutto come calzature maschili, anche perchè ebbero scarso impiego nella moda femminile, anche se nel Medioevo le donne impiegavano gli stivali per cavalcare. Nell'ottocento, però, cambia lo stile e si diffonde nella forma più piccola dello stivaletto. Infatti, i primi stivali da donna arrivano all'altezza del polpaccio, con i lacci, la punta tondeggiante e un piccolo tacco. Nel Novecento invece questa calzatura rientra a pieno titolo nella moda da donna, non solo in sport come l'equitazione, ma ben presto anche abbinati ai pantaloni. Ma è soprattutto con gli anni sessanta che si diffondono in modo capillare come vero e proprio capo di abbigliamento, soprattutto unito alla minigonna. Da un lato si accorcia la gonna, dall'altro si allungano le calzature fin sopra il ginocchio.

All'inizio degli anni Settanta la diffusione degli stivali è massiccia e fa tendenza. Negli anni Ottanta invece le forme sono più sobrie, senza zip, alcuni sono a tubo, altri più morbidi o in camoscio.

Negli anni Novanta spunta la tendenza dello stivale unisex in particolare con gli anfibi militari che entrano a far parte dell'abbigliamento dei giovani e dei punk.

In ambito militare, gli stivali erano simbolo di potere e dominio. Gli stivali Wellington dell'ufficiale, lucidi quasi da specchiarsi, simboleggiavano un'autorità maschile, mentre i robusti e antiquati scarponi Blucher indicavano una condizione servile. Questi ultimi era una calzatura umile, priva di fodera e non arrivava neppure a coprire la caviglia al fine di risparmiare sul cuoio impiegato. Gli Wellington andavano fatti su misura in base all'esatta forma della gamba e per calzarli era necessario il corno da scarpe e sfilarli poteva essere molto difficile.

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