Sabato, 14 Dicembre 2019
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L'ANNIVERSARIO

Il 24 novembre 1991 ci lasciava Freddie Mercury: ecco le sue ultime parole prima di morire

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Il 24 novembre 1991 ci lasciava Freddie Mercury. Lo storico e inimitabile frontman dei Queen, 28 anni fa si spense all'età di 45 anni per una broncopolmonite aggravata dall'AIDS.

Autore, insieme al chitarrista Brian May, al batterista Roger Meddows-Taylor e al bassista John Deacon, di brani simbolo della storia del rock come Bohemian Rapsody, Don't Stop Me Now, Somebody to Love, We Are the Champions, Freddie Mercury rimane ancora oggi nei cuori dei fan di tutto il mondo. Basti pensare al successo ottenuto al cinema dal biopic di Bryan Singer "Bohemian Rapsody".

Nato Farrokh Bulsara, di etnia parsi, nel 1970 cambiò il suo nome in Freddie Mercury e fondò i Queen imprimendo il suo marchio inconfondibile sia nel timbro vocale che come esuberante e straordinario performer. Qualche anno più tardi, nel 1976, lasciò la compagna storica, Mary Austin, dopo aver preso coscienza del suo reale orientamento sessuale.

La strada dei Queen è lastricata di successi ed esibizioni in tour in giro per il mondo. Ma nonostante ciò non dimenticava mai di chiamare la sua casa a Londra per "parlare" con la sua adorata famiglia di gatti: Tom, Jerry, Oscar, Tiffany, Delilah, Goliath, Miko, Romeo e Lily. Li amava così tanto che Brian May racconta che: "Freddie era un grande amante degli animali e amava i suoi gatti più di ogni altra cosa”.

L'ultimo concerto dei Queen si tenne il 9 agosto 1986 nel parco di Knebworth: questa fu l'ultima esibizione di Freddie Mercury davanti a 12mila spettatori. Qualche mese più tardi infatti gli venne diagnosticato l'AIDS. Oltre all'attività con i Queen, negli anni ottanta intraprese un breve percorso da solista pubblicando due album, Mr. Bad Guy nel 1985, che dedicò proprio ai suoi gatti, e Barcelona nel 1988.

Tra i momenti sicuramente più emozionanti della storia dei Queen, il duetto di Freddie Mercury con un pubblico da record (250mila persone) sulle note di Love of My Life (dedicata a Mary Austin) quando la band prese parte a Rock in Rio; e l'esibizione, il 13 luglio 1985, al Live Aid, il concerto organizzato da Bob Geldof per raccogliere fondi in favore delle popolazioni etiopi colpite da una grave carestia.

Mercury tenne i suoi fan all'oscuro della sua malattia fino a ventiquattr'ore prima di morire. Il 22 novembre 1991 fece diffondere una nota stampa in cui spiegava il suo allontanamento dalle scene. "A seguito delle enormi congetture diffuse dalla stampa, desidero confermare di aver fatto il test per l'HIV e di avere l'Aids. Ho ritenuto corretto mantenere queste informazioni private fino ad oggi, al fine di proteggere la privacy di coloro che mi circondavano. Tuttavia, è giunto il momento per i miei amici e fan di tutto il mondo di conoscere la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai miei dottori e a tutti quelli di tutto il mondo nella lotta contro questa terribile malattia”.

Appena ventiquattr'ore dopo morì. Recentemente il manager Peter Freestone ha voluto condividere gli ultimi istanti di vita di Freddie Mercury. Freestone ha raccontato che il leader dei Queen sentiva di essere un peso per chi gli stava intorno. "Non voglio essere un peso per nessun altro - sembrerebbe che abbia detto poco prima di morire -. Mi piacerebbe sentire che sono andato via senza essere un peso".

Il manager poi ha aggiunto: "Mi ha preso la mano e ci siamo guardati negli occhi e mi ha detto 'Grazie'. Non so se avesse deciso che era l’ora di andarsene e volesse ringraziarmi per i 12 anni trascorsi insieme o se invece mi stesse dicendo grazie per le ultime 12 ore". Da queste parole c'è chi ha dedotto che si sia trattata di una morte programmata e già pianificata da Mercury, ormai sofferente per la malattia.

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