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Tra pizzi e merletti senza tempo, il mito del "Gattopardo" rivive sugli abiti

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Il Gattopardo, moda, Sicilia, Società
La borsa Angelica di Monya Grana ispirata al Gattopardo

PALERMO. Sono passati esattamente 60 anni dalla sua morte ma Giuseppe Tomasi di Lampedusa continua ad essere uno degli scrittori più amati grazie soprattutto al suo celebre «Il Gattopardo». Best seller della letteratura italiana, con più di centomila copie vendute, vincitore del premio Strega, divenuto un colossal grazie al film di Luchino Visconti, ancora oggi influenza il mondo della moda con la sua eleganza eterea.

Negli anni i designers si sono lasciati affascinare dall’epoca barocca, con il suo sfarzo, il pizzo, i merletti, gli elementi d’oro, le applicazioni di perle e cristalli, e ne hanno realizzato collezioni intere. Tra i promotori, Dolce&Gabbana che hanno portato in passerella con la collezione 2012/13 dei total look ispirati al Gattapardo. E non è un caso che il duo di stilisti ha presentato la collezione di alta gioielleria donna, durante la loro «Settimana della moda» a Palermo, proprio a Palazzo Ganci, la dimora resa celebre nel film di Visconti.

È un siciliano doc, un viaggiatore che ha deciso di mettere radici nella sua città natia e che nelle sue creazioni mette tutto l’amore per Palermo e la Sicilia, Sergio Daricello nel 2016 ha presentato una collezione che racconta con una vena di malinconia l’epoca ricca e radiosa del Gattopardo. Barocco e rigorismo si traducono in gonne-scultura con livelli sovrapposti, ma anche in corpini e bustier, che cambiano struttura e proporzioni.

Nella nuova stagione è invece la volta di Monya Grana, che ha composto la collezione autunno inverno da due principali modelli che fanno riferimento ai relativi protagonisti: la bellissima e romantica Angelica e l’affascinante ed ambiguo Tancredi.

«Ho voluto dedicare questa collezione ad uno dei maggiori simboli aristocratici legati alla mia Sicilia: i principi di Lampedusa, il cui stemma nobiliare è rappresentato proprio da un gattopardo – commenta la fashion designer siciliana -. Mi sono sempre sentita legata e parte di questa storia che sembra fare le origini di una terra affascinante e al contempo enigmatica, misteriosa. Mi sono incentrata così sui due principali protagonisti della storia riportata nel noto romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e nel meraviglioso colossal di Luchino Visconti, personaggi incantevoli e al contempo intriganti. Ho realizzato i due modelli della collezione: Angelica e Tancredi. Angelica, simbolo di bellezza predominante e romantica che coniuga i principi di un'eleganza senza tempo e Tancredi, modello affascinante, capace di rapire il cuore di chiunque, per l'essenza del suo stile casual-chic. La mia collezione rappresenta così un mio ennesimo contributo alla terra a cui appartengo e di cui sono perdutamente innamorata, scrigno di arte, bellezza, cultura e unicità: la Sicilia».

La borsa ispirata ad Angelica, elegante e dallo stile romantico, è impreziosita da piccoli dettagli in pelle stampata, che la valorizzano e la rendono particolare con l’effetto grafico della pelle esotica. La borsa ispirata a Tancredi, invece, disponibile in due misure differenti, ha uno stile casual-chic ed un innovativo design interno che consente di avere l'essenziale a portata di mano grazie ad un led che ne illumina il contenuto.

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