Martedì, 27 Ottobre 2020
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Giorgio Armani: vestire Melania Trump, perché no?

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Dalla passerella alla Casa Bianca: tutto su Melania Trump, la nuova first lady

MILANO. «Mi auguro che i detrattori di Trump si possano ravvedere su ciò che farà, se farà delle belle cose avranno sbagliato, altrimenti avranno avuto ragione»:

così Giorgio Armani subito dopo la sfilata della sua linea Emporio, ha commentato l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti.

Dal punto di vista dello stile, Armani ha notato che in questi giorni «Trump è migliorato fisicamente, ha meno ciuffone e un modo di porgersi meno enfatizzato, più discreto».

Negli Stati Uniti diversi stilisti hanno dichiarato che non avrebbero mai vestito la nuova First Lady Melania Trump, mentre per Armani non sarebbe un problema: «di mestiere cerco di vestire le belle donne e Melania lo è, se mi chiedesse un vestito perchè no?».

Per la prima volta dopo tanti anni, Giorgio Armani ha scelto di proposito di non dare un titolo alla nuova collezione Emporio Armani, lasciando che a parlare fosse lo stile degli abiti, con una serie di «variazioni non scioccanti» che creano delle «scappatoie al classico».

Questo perchè - spiega lo stilista - nella moda maschile i cambiamenti hanno bisogno di tempo per essere digeriti: nessuno anni fa sarebbe andato in ufficio con un giubbino imbottito sull'abito, mentre oggi è la normalità.

«Il classico è venuto a noia, va rinnovato, ma - avverte - con soluzioni che non screditino il passato, il bel vestire tradizionale. Ora abbiamo creato una base su cui divertirci perchè il classico ha le sue scappatoie, si può essere classici senza essere bacchettoni».

Ecco così il nuovo completo che ha il pantalone morbido, degagè, con le pinces, «come - scherza lo stilista - quello del nonno», portato con la giacca smilza anche a 8 bottoni, lo scaldacollo in pelliccia colorata e la doppia tracolla. L'abito in velluto può avere l'aria vissuta ma anche essere stampato a quadri neri su fondo oro, così come lo smoking può essere rivisitato in velluto lavorato o in un imbottito sottile. C'è poi l'invenzione di una pettorina di pelliccia da mettere sul giubbino di panno, delle stringate con la suola a canotto, dei cappotti in ecopelliccia intarsiata, delle camicie senza collo, del piccolo bomber a motivi grafici. Piccole scappatoie al classico che vanno a delineare un' «estetica forte e rassicurante» che racconta «il mondo che avevo e voglio mantenere, perchè la mia scelta è chiara da 40 anni: esprimere me stesso, sono io e - conclude Armani - non posso essere che io».

Restare fedeli a se stessi continuando ad evolversi, come dimostra la sorpresa che oggi ha accolto gli ospiti nel teatro di via Bergognone, rinnovato con nuove sedute per essere trasformato in uno spazio polifunzionale: teatro, cinema o location per eventi. In attesa dell'inaugurazione, prevista per l'estate, via Bergognone martedì ospiterà una nuova generazione di designer, in una sfilata collettiva organizzata da Armani in collaborazione con la Camera della Moda.

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