Giovedì, 03 Dicembre 2020
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Il Consiglio d'Europa bacchetta gli Stati: fare leggi contro le bufale sul web

STRASBURGO. Leggi e meccanismi per combattere la disinformazione e la manipolazione dell'opinione pubblica, sia a livello nazionale che internazionale: è quanto chiede il rapporto 'Media online e giornalismo: sfide e responsabilità' scritto dalla senatrice italiana Adele Gambaro (Alde) e approvato oggi all'unanimità dalla commissione cultura dell'assemblea parlamentare.

"La questione delle notizie false messe in circolazione, in particolare attraverso internet, diventa ogni giorno più urgente, e i fatti dimostrano quanto l'argomento sia importante non solo per chi fa politica ma per tutti i cittadini per le ripercussioni che può avere sulla democrazia" dice Gambaro all'Ansa.

Nel rapporto, che l'assemblea discuterà e voterà nella sessione plenaria di gennaio, è sottolineato che se da un lato i media online hanno dato la possibilità a tutti di accedere a fatti non trattati dai media tradizionali, dall'altro «Internet ha permesso a potenti gruppi commerciali e ai gruppi politici di lanciare iniziative attraverso una moltitudine di utilizzatori dei media online». Ed il rapporto osserva che «fatti e informazione imparziale non sono necessariamente la spina dorsale di tali mobilizzazioni».

L'assemblea nota che spesso viene oltrepassato il limite tra ciò che «può essere considerato un tentativo legittimo di esprimere le proprie opinioni per convincere gli altri» e quello che «costituisce disinformazione e manipolazione». I parlamentari «notano con preoccupazione il numero delle campagne online fatte per fuorviare settori dell'opinione pubblica attraverso informazioni intenzionalmente di parte o false, delle campagne d'odio contro individui, con l'obiettivo di danneggiare il processo politico democratico».

Per questo nel rapporto si domanda ai parlamenti dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa di cominciare a riflettere sull'introduzione di leggi per prevenire la disinformazione e la manipolazione dell'opinione pubblica, introducendo tra l'altro 'la possibilità per le forze dell'ordine di tracciare gli utenti che infrangono le leggi' e 'riconoscendo il diritto di replica o rimedi simili per correggere rapidamente informazioni false pubblicate online o offline'.

Tra le misure richieste ai provider c'è quella di mettere in funzione meccanismi di allerta contro le persone che postano regolarmente testi che insultano o istigano, i cosiddetti troll, in modo che gli altri utenti possano escluderli dalle proprie discussioni.

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