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Chiude lo zoo di Buenos Aires, ospita Sandra: l'orango dai diritti violati

BUENOS AIRES. Lo zoo di Buenos Aires chiude dopo circa 140 anni di attività per essere trasformato in un parco ecologico: il sindaco della capitale argentina Horacio Rodriguez Larreta ha annunciato che lo zoo trasferirà gradualmente i suoi 2500 animali in santuari e rifugi naturali del Paese e all'estero, perché nello zoo "non vivono in condizioni adeguate".

Inaugurato nel 1875 nel centro cittadino, lo zoo è spesso finito nel mirino degli ambientalisti per le condizioni di vita dei suoi animali, in particolare dei suoi orsi polari. Tre anni e mezzo fa, riporta il sito della Bbc, l'ultimo di questi esemplari morì praticamente di caldo durante una forte ondata di calore.

Ma tra gli ospiti dello zoo argentino ce n'è anche uno diventato famoso un paio di anni fa: è l'orango Sandra, cui nel 2014 la Camera di Cassazione argentina concesse "l'habeas corpus" accogliendo un ricorso presentato da un'associazione ambientalista, l'Afada.

Sentenza in Argentina, l'orango Sandra non è un soggetto umano: "Va liberato"

I giudici accettarono la tesi per cui l'orango potesse essere definito una "persona non umana" - cioè un soggetto che anche se non appartiene alla specie umana è in grado di mantenere legami affettivi, percepire il tempo, imparare, comunicare - e dunque stabilirono che la sua "prigionia" fosse una violazione dei suoi diritti. Nonostante questa vittoria legale Sandra è ancora allo zoo ed è fra gli esemplari che, a causa della propria fragilità, non saranno spostati.

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