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TEST NEGLI USA

Sì alle cure con il "taglia e incolla" del Dna: nuove speranze per il vaccino contro il cancro

ROMA. Luce verde negli Stati Uniti alla prima sperimentazione clinica delle terapie basate sul taglia-incolla del Dna, ovvero la Crispr.

L'ok sulla sicurezza è arrivato dal comitato consultivo dei National Institutes of Health (Nih) e i primi test potrebbero cominciare a fine anno.

A finanziare la sperimentazione, come riportano Science e Nature sui loro siti online, sarà l'ex presidente di Facebook, Sean Parker, che nel mese di aprile ha creato una fondazione per la lotta al cancro.

«È un grande passo in avanti. Se l'efficacia della tecnica è confermata dalla sperimentazione può aprire la strada alle cure intelligenti dei tumori e accelerare lo sviluppo di un vaccino contro il cancro» ha commentato il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'università di Roma Tor Vergata.

«Esistono già altri tipi di terapie intelligenti - ha proseguito - ma è la prima volta che si va a intervenire in modo selettivo su geni specifici».

Se ci sarà anche l'ok della Food and Drug Administration, la sperimentazione durerà due anni, sarà coordinata dall'immunologo Carl June dell'università della Pennsylvania e sarà svolta in collaborazione con le università di San Francisco e del Texas.

Sarà condotta su 18 pazienti con melanoma, sarcoma, e mieloma, ai quali saranno prelevate le cellule del sistema immunitario (linfociti T) per modificarle con la tecnica del taglia e incolla del Dna, ovvero la Crispr (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats).

In particolare saranno fatte tre modifiche che avranno l'obiettivo di 'addestrare' le cellule del sistema immunitario a combattere il tumore: sarà aggiunto un gene che produce una proteina che intercetta le cellule del tumore e dice alle cellule T di colpirle; sarà rimossa una proteina che potrebbe interferire con questo processo; e infine sarà rimosso un gene che produce una proteina che fa riconoscere le cellule T ai tumori.

Le cellule così modificate saranno quindi somministrate ai pazienti.

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