Sabato, 24 Ottobre 2020
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Il "robot polpo" diventa chirurgo soft per entrare nel corpo umano

ROMA. Un braccio simile a quello di un polpo capace di entrare nel corpo umano aggirando gli organi con delicatezza, senza danneggiarli, fino ad arrivare al punto da curare: lo strumento chirurgico del futuro è un robot "soffice", ossia un robot capace di modificare la sua forma allungandosi, accorciandosi o schiacciandosi.

È il risultato del progetto europeo Stiff-Flop, coordinato dal King's College di Londra e del quale l'Italia è partner con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

Il chirurgo 'soft' è infatti figlio del robot polpo messo a punto dal gruppo coordinato da Cecilia Laschi, dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna, e del quale fanno parte Arianna Menciaffi e Matteo Cianchetti, che partecipa al progetto europeo. Coordinatore di Stiff-Flop è Kaspar Althoefer, prima al King's College di Londra e ora alla Queen Mary University.

«Il polpo è stato il nostro modello perchè non ha ossa nè strutture scheletriche, si deforma per penetrare in cavità molto strette e quando è necessario si irrigidisce», ha osservato Althoefer. Il polpo robot è un robot 'granularè, vale a dire che riesce ad allungarsi e a contrarsi grazie a una combinazione
di aria e di un materiale fatto di granuli: quando l'aria viene pompata nel braccio, i granuli sono liberi di muoversi in ogni direzione e rendono il robot molto duttile; se invece l'aria viene aspirata i granuli si compattano e il robot si irrigidisce nella posizione voluta. Il prossimo passo sarà riuscire a comunicare con il robot, traducendo in informazioni utili per i chirurghi le sensazioni tattili rilevate dai sensori del robot.

L'abilità del chirurgo-polpo di penetrare nel corpo umano aggirando gli organi è stata finora sperimentata su cadaveri.

«Abbiamo dimostrato la fattibilità di questo approccio e adesso vorremmo sperimentarlo su esseri viventi, consapevoli che questo richiederà ulteriori sviluppi», ha detto Althoefer. Il prossimo passo potrebbe essere la sperimentazione in operazioni chirurgiche su animali e poi l'ingresso in sala operatoria per i primi interventi nell'uomo.

© Riproduzione riservata

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