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Cambia il testo su WhatsApp: come scrivere in grassetto, in corsivo o barrato

ROMA. Novità in casa WhatsApp: cambiano infatti i caratteri dei messaggi.

In grassetto, in corsivo o barrato adesso si potrà chattare utilizzando un testo sempre diverso. Basterà inserire simboli e codici prima delle parole, e il gioco è fatto.

Se si desidera scrivere in corsivo, ad esempio, basterà inserire due underscore (ossia trattini bassi) tra la parola che si intende scrivere.

Si useranno due asterischi invece se la parola la si vuole evidenziare con un grassetto. Una tilde infine servirà per il testo barrato.

Per accedere a tutte queste novità, basterà aggiornare l'applicazione. Non è detto che tale aggiornamento sia già disponibile per tutti.

Intanto, è di qualche settimana fa, la notizia che entro il 2016, WhatsApp potrebbe sparire da alcuni smartphone.

La conferma è arrivata sul blog ufficiale della chat più famosa al mondo, con tanto di elenco dei modelli che saranno penalizzati: "Entro la fine del 2016, - si legge - porremo fine al supporto di WhatsApp Messenger sulle seguenti piattaforme mobili: BlackBerry, incluso BlackBerry 10, Nokia S40, Nokia Symbian S60, Android 2.1, Android 2.2, Windows Phone 7.1.

"Nel guardare avanti verso i nostri prossimi sette anni, vogliamo concentrare i nostri sforzi sulle piattaforme mobili che la stragrande maggioranza delle persone usa", si continua a leggere nel blog.

Da qui un appello: “Per continuare ad utilizzare WhatsApp se utilizzate uno di questi dispositivi mobili, vi consigliamo di passare ad una versione più recente di Android, iPhone o Windows Phone prima della fine del 2016″.

Infine, "quando abbiamo iniziato WhatsApp nel 2009, l'uso dei dispositivi mobili era molto diverso da quello di oggi. L'App Store di Apple aveva solo pochi mesi di vita. Circa il 70 per cento degli smartphone venduti all'epoca aveva i sistemi operativi offerti da BlackBerry e Nokia. I sistemi operativi mobili offerti da Google, Apple e Microsoft - che rappresentano il 99,5 per cento delle vendite odierne - erano allora presenti su meno del 25 per cento dei dispositivi mobili venduti".

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