Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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Dai capelli ai monili: l'uomo di Neanderthal cambia look

ROMA. Capelli rossi occhi chiari, passione per il trucco e i monili: i Neanderthal considerati inizialmente molto primitivi negli ultimi anni non stanno smettendo di sorprendere. Devono il loro nome alla valle di Neander in Germania dove nel 1856 furono trovati i primi fossili e vissero in Europa nel periodo compreso fra circa 250 mila e 28 mila anni fa. Furono 'spazzati via' dall'arrivo dei nostri antenati Sapiens, circa 40 mila anni fa. Si ipotizza che sia stata l'inferiorità dal punto di vista tecnologico, ossia delle industria litica, dei Neanderthal rispetto ai Sapiens, la causa dell'estinzione di questi uomini primitivi.

Ma i ritrovamenti fossili sempre più numerosi e gli studi sul Dna stanno mettendo in dubbio questa ipotesi e ridisegnando l'immagine che avevamo di questi uomini, che forse non erano così primitivi come sono stati sempre bollati. I paleontologi sono divisi fra coloro che sostengono che l'uomo di Neanderthal avesse capacità cognitive e chi proprio non accetta questa possibilità. Tuttavia le scoperte evidenziano che i Neanderthal erano capaci di concepire un concetto astratto come la bellezza, tanto da ornarsi con trucchi dai colori vivaci e gioielli di conchiglie e artigli.

Come dimostra la scoperta di conchiglie che avevano la funzione di contenitori per pigmenti e altre forate per fare collane e quella di artigli di aquila modellati 130 mila anni fa, per farne collane e bracciali. Inoltre i Neanderthal hanno 'fondato' in Europa la prima 'industria' per realizzare utensili in osso prodotti 'in seriè, ossia in grandi quantità e con procedure standardizzate.

Questi uomini dalla pelle chiara e i capelli rossi erano in grado di articolare un linguaggio complesso ed erano onnivori, non mangiavano soltanto carne, come ipotizzato a lungo, ma nei loro 'menu' facevano capolino anche vegetali come tuberi, noci e bacche. Inoltre seppellivano i loro morti con corredi funerari e Neanderthaliano è probabilmente lo strumento musicale più antico del mondo, il flauto ottenuto da un femore d'orso scoperto nel 1995 in Slovenia. In quanto a comportamenti sessuali erano piuttosto 'aperti', si incrociavano anche con ominidi di gruppi diversi, come racconta la mappa del loro Dna. Proprio il Dna ha inoltre rivelato l'incrocio con i Sapiens e la scoperta potrebbe riscrivere la fine di questi uomini che potrebbero non essersi estinti come pensato finora ma essere stati 'assorbiti' dai Sapiens.

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