Martedì, 11 Agosto 2020
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Tumori, screening in aumento ma il Sud ancora fanalino di coda

ROMA. Aumentano, rispetto al passato, gli inviti a sottoporsi a screening contro i tumori, e le persone che vi aderiscono, ma con pesanti differenze tra Nord, Centro e Sud, soprattutto a svantaggio di quest'ultimo. Nel 2011-2012 sono stati spediti 20 milioni di inviti, cui ha risposto la metà, come emerge dall'ultimo rapporto dell'Osservatorio nazionale screening con le società scientifiche Gisma, Giscor e Gisci.
   
In particolare nel 2011-2012, sono stati inviati 7,4 milioni di inviti a screening per il cancro del collo dell'utero, 5,2 per quello al seno e 7,7 per quello del coloretto, cui hanno risposto rispettivamente 3,05 milioni, 2,9 milioni e 3,5. Per il pap test, l'esame principale per rilevare un'eventuale tumore della cervice uterina, le donne tra i 25 e 64 anni che hanno ricevuto un invito sono state quasi il 70%. Ciò non significa però, spiega il rapporto, che il 30% della popolazione non
riceva gli inviti, quanto piuttosto che arrivino dopo un periodo di oltre 3 anni. Il dato è comunque cresciuto rispetto al 2007-2009, quando era stato del 63%, e del 2004-2006, in cui era del 51,8%. L'Italia è comunque uno dei primi paesi in Europa ad essersi mosso nell'utilizzo dell'altro test per il cancro del collo dell'utero, quello del Dna del virus dell'Hpv.

Nel 2012 10 regioni, tramite 19 diversi programmi, hanno invitato 300mila donne (l'8% della popolazione bersaglio) a sottoportsi al test del virus hpv, cui hanno risposto positivamente in 130mila.

Per il tumore del seno invece, quasi 3 donne su 4 tra il 2011-2012 sono state invitate allo screening, ma con forti differenze regionali: si va da circa il 90% del centro-nord al solo 40% del sud, anche se tutti comunque in tutte e tre le aree si registra il 20% in più rispetto al 2005-2006. Anche per lo screening del tumore al coloretto, introdotto nel 2005, l'estensione è raddoppiata passando dal 29,7% del 2005-2006 al 53% del 2011-2012, e ci sono forti divari territoriali, che vanno dall'82% del Nord al 50% del Centro e il 12% del Sud, dove non si sono osservati dati in aumento.

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