Martedì, 26 Gennaio 2021
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L'ALLARME

Aumenta l'infertilità, in Italia sempre più culle vuote: al via un piano nazionale

ROMA. In Italia una coppia su cinque (il 20%) ha difficoltà a procreare per vie naturali, ma solo 20 anni fa la percentuale era circa la metà. Un aumento dell'infertilità, quello registrato dagli esperti, dovuto a vari fattori tra i quali un peso rilevante hanno anche i cattivi stili di vita ed una mancanza di conoscenze su tale argomento.

È questo uno dei dati evidenziati dal tavolo consultivo istituito sulla materia dal ministero della Salute e che ha portato all'elaborazione del Piano nazionale per la fertilità presentato dal ministro Beatrice Lorenzin.

Circa il 40% delle cause di infertilità, sottolineano gli specialisti, riguarda la componente femminile, l'altro 40% la componente maschile ed un 20% è invece di natura mista. Quanto alle cause, un peso ha anche l'età della coppia: negli ultimi 30 anni l'età media al concepimento in ambo i sessi è infatti aumentata di quasi 10 anni, sia per l'uomo che per la donna, ma l'età femminile gioca un ruolo fondamentale sulla capacità riproduttiva. Le giovani donne, affermano gli esperti, devono sapere che la 'finestra fertile' femminile è limitata e che la qualità degli ovociti si riduce al crescere dell'età particolarmente dopo i 35 anni, quando concepire un bambino diventa progressivamente sempre più difficile.

Dito puntato, poi, anche contro fumo e stili di vita: tra i fattori tossici che possono essere associati ad un deterioramento della fertilità, il più diffuso e più discusso è infatti il fumo di tabacco, che riduce la fertilità ed aumenta il tempo necessario per ottenere la gravidanza.

È stato inoltre dimostrato come la copresenza di 'cattive abitudini' come appunto fumo, maggiore sedentarietà e consumo di alcool e rischio di obesità sia sufficiente ad abbattere le chance di gravidanza spontanea in un anno dall'83 al 38%.

Altro fattore che peggiora la possibilità di risoluzione della infertilità è però anche la bassa coscienza del problema da parte delle stesse coppie infertili, che si riflette nella bassa richiesta di aiuto medico. Da una revisione di ricerche internazionali risulta che la percentuale di coppie infertili che chiede aiuto medico è in media del 56.1% nei paesi sviluppati, e soltanto il 22.4% viene curato.

Anche in Italia sembra che la situazione sia simile. Un insieme di fattori spiega dunque perchè il fenomeno dell'infertilità sia in crescita, creando un vero e proprio 'allarme denatalità' nel nostro Paese: l'Istat ha stimato nel 2013 circa 64.000 bambini nati in meno e il valore di 1,39 figli per donna, sempre nel 2013, colloca l'Italia tra gli Stati europei con i più bassi livelli. La combinazione tra la persistente denatalità ed il progressivo aumento della longevità conducono a stimare che, nel 2050, la popolazione inattiva sarà in misura pari all'84% di quella attiva, ed il carico sociale ed economico della popolazione inattiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni) si stima si incrementerà nel prossimo quarantennio del 55%.

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