Martedì, 25 Febbraio 2020
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Tutti pazzi per il caffè: in Gran Bretagna supera il consumo del tè

LONDRA. In Gran Bretagna il consumo di caffè ha superato quello del tè. E, incredibile ma vero, la miscela, sempre più apprezzata e bevuta dai sudditi di Sua Maestà in ogni forma possibile (dal cappuccino all'americano passando, ovviamente per l'espresso) rischia addirittura di insidiare anche la birra alla spina nella leadership delle bevande consumate nel Regno Unito.

I numeri parlano chiaro. In Gran Bretagna si vendono ogni giorno 1,7 miliardi di tazze di caffè: un milione in più di quelle di tè, che peraltro e costano meno del caffè. Il business è milionario, al punto da aver già attirato anche diversi produttori italiani: la triestina Illy starebbe per aprire nella capitale britannica dei punti vendita del proprio caffè come quelli che si trovano giù in alcune città italiane. E secondo il Financial Times, il numero di bar e caffè nel Paese potrebbe passare dagli attuali 18mila a 21mila nel 2020. Quello del caffè, dunque, sta diventando un business serio: al punto da costringere sempre più pub in tutto il Paese ad attrezzarsi per vendere la richiestissima miscela insieme alla birra.

Fino a qualche anno addietro entrare in uni pub e chiedere al 'publican' (come si chiama il gestore del locale pubblico più diffuso in Gran Bretagna) non una pinta di birra o un bicchiere di whisky ma un caffè era considerato quasi come un'offesa. Peraltro, la qualità del caffè era assolutamente infima: specialmente per gli italiani, condannati a regolari crisi di astinenza da espresso ogni volta che attraversavano la Manica e, pur di evitare le scodelle di caffè americano si rifugiavano, pur se a malincuore, nel tè. Ora non è più così: ad ogni angolo di strada e nelle stazioni ferroviarie si trovano una quantità infinita di caffè con l'onnipresente Starbucks, la catena americana che spopola anche oltre Manica, e spuntano come funghi bar all'italiana, con la classica macchina made in Italy per preparare espressi ben più che bevibili. Grazie anche al caffè in cialde, che ormai viene richiesto, apprezzato e servito dopo i pasti più che il tè in tutti i ristoranti. In questo quadro, la mossa di difesa dei pub appare obbligata: sempre in più bar dove si servivano soltanto alcoolici e, al massimo, del cibo semplicissimo sono state installate macchine per il caffè: "E' possibile che tra quindici anni venderemo più caffè che birre alla spina", sostiene sconsolato Tim Martin, una società proprietaria di diversi pub in tutto il Paese.

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