Domenica, 23 Febbraio 2020
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Zumba e judo giocando, le palestre aprono ai bambini

ROMA. Le palestre aprono le porte ai bebè e se, da sempre, alle bambine è concesso piroettare col tutù fin dai 2 anni di età, ora si cambia. E le proposte sono tante. Il movimento è sempre più in chiave fitness e maschietti e femminucce da 0 a 3 anni possono partecipare ai corsi di Zumbino, edizione per bebè in fasce in braccio alle mamme o alle tate di turno del famosissimo Zumba, fitness musicale di gruppo che mescola i ritmi della musica afro-caraibica con l’aerobica e che spopola fra gli adulti nelle palestre della penisola. Ancora in collo alle mamme i piccoli dai 4 mesi in poi prendono parte alle little-gym dove, con l’aiuto di trespoli e sbarre col tempo imparano perfino a camminare. Dai 3 anni si arrampicano sulle spalliere e le sbarre della ginnastica artistica. Dai 4 anni di età si scatenano senza i genitori nello Zumba-kids-junior, ballando le loro canzoni preferite facendo step, attività e giochi. I piccoli canterini possono invece partecipare ai corsi di Kindermusik, una sorta di karaoke danzante organizzato nei templi del fitness e dedicato ai piccoli dai 2 anni in poi.

I mini atleti in palestra sono un trend consolidato negli Stati Uniti e che trova sempre più consensi in Europa, Italia compresa. “I piccoli devono muoversi di più. Il fitness con i bebè aiuta le mamme indaffarate e le famiglie ad ottimizzare i tempi e leva i bambini dagli schermi di tv e dispositivi elettronici” – si legge sul Telegraph dei giorni scorsi che riporta le linee guida per l’attività fisica dei bambini fino ai 5 anni di età del Servizio sanitario inglese. Tutto funziona: dai giochi ai parchetti attrezzati, ai salti, alle capriole in palestra.

Si moltiplicano i corsi di ‘judo-giocando’ per piccoli che hanno meno di 3 anni e che, con kimono e cinture, eseguono esercizi da veri lottatori. “Il metodo arriva dalla Francia, già patria del baby-judo, ed è studiato per migliorare la concentrazione, le capacità relazionali e motorie dei più piccoli” – sostengono gli organizzatori.

I bambini indossano invece caschi, protezioni e bastoni (gommati) per partecipare allo ‘Stick fighting kids” , combattimenti con i bastoni. Oppure prendono parte al ‘Kung fu-kids’, costola dell’arte marziale cinese di tradizione millenaria . “Nessuna istigazione alla lotta o alla violenza né alla competizione” – precisa Marco Mattioni, responsabile Emas, organizzazione nazionale di arti marziali e difesa personale – “Si tratta soprattutto di attività ludiche che piacciono ai più piccoli e divertono anche i loro genitori. Si basano su esercizi di psicomotricità, rivestiti da arti marziali. Il kung fu kids è soprattutto ginnastica e cavalca il grande successo dei cartoni animati del momento. E’ perciò fondamentale che l’istruttore sia formato per gestire i più piccoli”.

Precisa Mattioni: “L‘attività è basata su circuiti per migliorare l’equilibrio, con l’ausilio di birilli, piccoli ostacoli, capriole per far conoscere lo spazio intorno a sé. Oltre all’uso di palle morbide o altri oggetti da spostare, prendere, afferrare, passare ai compagni. I più piccoli si rotolano, si sdraiano, giocano ma non lottano davvero. Fino ai 9 anni di età sono attività che mettono al centro i bambini, non le arti marziali”.

L’offerta del fitness per piccoli si moltiplica e molti corsi si svolgono anche nelle scuole, organizzati da municipi e associazioni di genitori degli stessi istituti scolastici, anche per riempire le ore pomeridiane non coperte dalla didattica. Intanto spuntano bastoni, caschi, divise, kimoni, body a tema. E poi stemmi, magliette, medagliette, coppe, diplomi, la foto col maestro, la macchina commerciale è partita.

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