Venerdì, 24 Gennaio 2020
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LA NOVITA'

Nuove linee guida sul colesterolo nei cibi: salvo l'uovo

WASHINGTON. Nuove, rivoluzionarie linee-guida sul colesterolo nei cibi - con buone probabilità vicine all'approvazione da parte dei maggiori esperti del governo Usa - allontaneranno la paura dei tuorli carichi di sostanze nocive per la salute, cambiando alcuni pilastri della 'vecchia' nutrizionistica.

Per la prima volta in 40 anni - secondo un reportage del 'Washington Post' - la speciale 'Commissione Consultiva sulle linee guida dietetiche', si appresta a ribaltare le sue stesse
indicazioni, includendo il colesterolo contenuto nelle uova e in altri alimenti come i gamberi, tra le sostanze «non preoccupanti per la salute». Le indicazioni - per ora a livello di bozza - andranno riviste e approvate formalmente dai ministeri della Sanità e dell'Agricoltura statunitensi entro il prossimo autunno. Ma secondo la maggioranza dei nutrizionisti americani, si tratta di un cambiamento «dovuto» e sostenuto dalle ultime ricerche in
materia.

Le più recenti raccomandazioni del 2010, indicavano in 300 mg al giorno il livello massimo di colesterolo consentito da assumere tramite i cibi. Ora il pensiero scientifico più recente attribuisce la colpa di alti livelli di colesterolo misurati nel sangue soprattutto alla genetica. E ad alimenti carichi di grassi saturi, come le carni, il burro, il latte intero. Ha commentato Steven Nissen, direttore di medicina cardiovascolare della illustre Cleveland Clinic: «Le linee guida per l'alimentazione sono sbagliate, lo sono state per decenni, solo il 20% del colesterolo dipende dalla dieta, il resto viene dai geni. Abbiamo detto alla gente di non mangiare uova ma è stato un cattivo consiglio, che ha portato gli americani a consumare più alimenti carichi di zuccheri e carboidrati. Così siamo diventati sempre più grassi e il diabete si è impennato».

Il comitato di esperti - che per ora non ha voluto commentare con la stampa USA - non ha cambiato le valutazioni sugli effetti negativi di alti livelli di 'LDL' (il colesterolo cattivo) sul cuore o sullo sviluppo del diabete, ma solo sulle sue origini alimentari. Anche l' American College of cardiology, d'altronde, nelle linee-guida del 2013 non aveva più incluso alcun consiglio riguardante il colesterolo nei cibi.

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