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Sanremo, Bersani ricorda Dalla e canta con Willie Peyote "Giudizi universali": testo e significato

sanremo 2021, Sicilia, Sanremo
Willie Peyote con Samuele Bersani

Samuele Bersani emoziona nella giornata dedicata a Lucio Dalla. Lui che è stato discepolo del grande cantautore scomparso ormai nove anni fa, ha duettato sul palco dell'Ariston com Willie Peyote, con un brano che è diventato uno dei suoi cavalli di battaglia: "Giudizi universali". 

La canzone descrive i momenti difficili della coppia, in particolare la perdita di divertimento dopo anni di intesa e simbiosi. Il singolo è stato uno dei momenti centrali della sua carriera e ha fatto parte di due film "Chiedimi se sono felice" di Aldo, Giovanni e Giacomo e "Fuochi d'artificio" di Leonardo Pieraccioni.

Ecco il testo della canzone:

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane

Ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate

Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone

Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace

 

Liberi com'eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto I piedi

Per tirare la maniglia della porta e andare fuori

Come Mastroianni anni fa

Come la voce guida la pubblicità

Ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già

 

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore

Ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole

Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l'odio

Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio

 

Potrei ma non voglio fidarmi di te

Io non ti conosco e in fondo non c'è

In quello che dici qualcosa che pensi

Sei solo la copia di mille riassunti

Leggera, leggera si bagna la fiamma

Rimane la cera e non ci sei più

 

Vuoti di memoria, non c'è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia

Piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria

Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone

Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace

 

Libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi

Adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori

Come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà

E non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà

 

Potrei ma non voglio fidarmi di te

Io non ti conosco e in fondo non c'è

In quello che dici qualcosa che pensi

Sei solo la copia di mille riassunti

Leggera, leggera si bagna la fiamma

Rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei e non ci sei

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