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Amadeus: "Annullare il Festival? Un danno psicologico, si farà al meglio"

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Amadeus

Non fare Sanremo specialmente quest'anno sarebbe stato "un danno anche psicologico". È di questo avviso Amadeus, conduttore dell'edizione 2021 del Festival della Canzone italiana in programma dal 2 al 6 marzo.

Intervistato da Marta Cagnola a Radiotube su Radio 24, Amadeus ha parlato a ruota libera: "Non farlo sarebbe stato un danno per la musica, per la discografia, per i musicisti. Avrebbe avuto ripercussioni anche a livello psicologico, morale. Avremmo perso un patrimonio che appartiene a tutti. Vedere la platea vuota ci farà commuovere".

Amadeus ha iniziato a lavorare a questa nuova edizione di Sanremo a partire da maggio 2020. "Pensavo che oggi saremmo stati fuori dalla pandemia, - ha spiegato - poi i mesi passavano e a un certo punto ho visto che tutto è precipitato e in brevissimo tempo”.

Il conduttore ha spiegato di aver accettato di nuovo la conduzione anche dopo "aver visto i 300 operai che stavano ultimando il palco. Ho avuto un colpo al cuore. Mi sono detto che quelle persone avevano lavorato instancabilmente tutti i giorni per realizzare qualcosa di bello. Lì ho detto: si deve andare avanti in base a quello che possiamo fare, ma lo facciamo al meglio”.

"Credo che il pubblico abbia bisogno di leggerezza: sappiamo quello che sta accadendo, Sanremo non risolve i mali del mondo, ma può regalare cinque serate di musica e spensieratezza".

"Sarà un Sanremo diverso dall'anno scorso - ha ribadito Amadeus - per il fatto di non avere il pubblico, ma sul palco lo spirito sarà lo stesso dell'anno scorso. Con Fiorello il 70 per cento di quello che facciamo è improvvisato, è il gioco che c'è tra di noi, e lui ci fa ridere sempre".

"Certo - ammette - il contorno è strano, la sera quando esci dopo le prove è deserto, l'anno scorso c'erano migliaia di persone. Ma siamo entrati nella modalità senza pubblico, il nostro pubblico è veramente quello delle persone che saranno a casa e sul palco sarà l'orchestra meravigliosa del festival: quando vediamo le loro reazioni, i sorrisi, quando incrociamo i loro sguardi, diventano il pubblico presente in sala".

Per chi come 'Ama' ha iniziato alla radio, il festival è "un sogno realizzato, l'Ariston ha la sua magia, è la storia della musica, del costume, del Paese: ecco perché era importante non fermarlo, è un segnale di riapertura verso tutto il settore che ha sofferto. Se non fare il festival fosse servito a riaprire ristoranti, cinema, bar, non avrei esitato a fermarmi, ma dietro ci sono musicisti, tecnici, operai che lavorano, ci auguriamo che sia l'inizio e che possano riaprire anche altri settori". Al centro, l'impegno a rinnovare il cast: "La tendenza era già iniziata con Baglioni, con Mahmood che venerdì sarà con noi - ha spiegato Amadeus -, poi con Achille Lauro, Diodato, Junior Cally: la missione è portare cantanti anche nuovissimi, come Maneskin Fulminacci Madame che ha milioni di visualizzazioni".

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