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Finanziaria approvata, non solo contributi: la Regione investe e compra titoli di Stato

Alessandro-Dagnino

La Regione potrà investire i soldi in cassa acquistando titoli di Stato a breve termine. Così come l'Irfis potrà entrare nel mercato del private equity. E poi potranno essere finanziate le società che decidono di aggregarsi per crescere: una norma che era stata bocciata un mese fa nell'assestamento di bilancio e che è tornata ieri notte con successo. Non ci sono solo i contributi a pioggia nella Finanziaria approvata alle 9 di stamani. C'è un lungo elenco di misure che il presidente Renato Schifani e l'assessore all'Economia Alessandro Dagnino hanno inserito per allargare il testo base.

La Regione compra titoli di Stato

L'articolo sugli investimenti della Regione è uno di quelli più innovativi dal punto di vista finanziaria. Parte dal presupposto, ha spiegato Dagnino, che in questo momento la Regione ha una liquidità di cassa (cioè somme cash) che si aggira sui 10 miliardi: «Come tutti i risparmiatori, tenere queste risorse immobilizzate nei conti correnti della tesoreria è uno spreco».

Ecco quindi la decisione, approvata ieri notte, di autorizzare il dipartimento Bilancio a investire in titoli di Stato a breve termine: «Acquisteremo titoli per 5 miliardi circa - ha precisato Dagnino -. Una mossa che dovrebbe fruttare almeno un centinaio di milioni di rendimento».

L'Irfis entra nel private equity

Molto articolata la norma che autorizza l'Irfis a entrare nel mondo del private equity, che permette di finanziare una società non quotata in borsa ma dotata di elevate potenzialità di crescita per poi disinvestire con lo scopo di ottenere plusvalenze dalla vendita della partecipazione azionaria.

«Al fine di favorire la crescita e la competitività dell’economia regionale – recita la nuova norma -, Irfis FinSicilia s.p.a. svolge attività di tutoraggio delle imprese siciliane, allo scopo di attrarre investimenti nel settore del private equity».

Ripescati gli aiuti alle imprese che si aggregano

Dagnino ha poi ottenuto il ripescaggio di una norma molto contestata un mese fa, e per questo cassata dalla Finanziaria quater del 2024, quella sugli aiuti alle imprese che aggregano: a questo scopo l'Irfis ha ottenuto un budget di 12 milioni e mezzo «destinato – si legge nel testo dell'articolo - alla concessione di finanziamenti agevolati, assistiti da contribuzione a fondo perduto, in favore delle imprese operanti in Sicilia che prendono parte a operazioni di aggregazione aziendale».

La novità rispetto al testo del mese scorso è che non c'è un limite alla grandezza delle imprese che possono ricevere questi aiuti. I contributi alle famiglie per i beni di consumoSempre l'Irfis gestirà un altro fondo da 15 milioni per erogare prestiti alle famiglie a basso reddito per l'acquisto di beni di consumo durevoli (dagli elettrodomestici alle auto, esclusi generi alimentari e servizi). Con i 15 milioni l'Irfis finanzierà l'abbattimento degli interessi su questi prestiti stipulati dalle famiglie.

1 Commento

senzapelisullalingua

29/12/2024 06:17

Se si abolissero tanti enti inutili come l'Irfis che paga molte spese fisse di stipendi si recupererebbero tante risorse da conferire alle classi meno agiate

Giuseppe

29/12/2024 09:54

Vorrai dire ai soliti furbetti che guadagnano il doppio di un pubblico dipendente e non dichiarano nulla

Vincenzo

29/12/2024 11:00

Con l'Irfis, si agevolano le classi agiate

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