
Giovanni Toti si è dimesso da presidente della Regione Liguria. Era già sospeso dopo l’arresto del 7 maggio scorso per corruzione. La decisione, a quanto si apprende, sarebbe già stata comunicata al presidente ad interim Alessandro Piana e il documento è stato consegnato tramite l’assessore alla Protezione civile, Giacomo Giampedrone, che ha ricevuto la decisione dall’avvocato del governatore, Stefano Savi. Ora bisognerà fissare nuove elezioni entro 90 giorni. La prossima settimana l’avvocato Savi potrà presentare una nuova istanza di revoca delle misure cautelari ai domiciliari, a distanza di oltre due mesi dal primo arresto per corruzione e a pochi giorni dal secondo per finanziamento illecito.
A consegnare la lettera di «dimissioni irrevocabili» all’ufficio protocollo dell’Ente è stato questa mattina alle 10,40 l’assessore Giacomo Giampedrone su delega dello stesso Toti, rende noto la Regione Liguria.
6 Commenti
Benni
26/07/2024 15:05
Poteva pensarci un'altro po perché così presto?🤔🤔🤔
Ottantenne
26/07/2024 15:10
La presunzione di innocenza è ovvia ma le dimissioni di un incarico ,anche se tardivo, depone a suo favore. Infatti molti altri politici avrebbero dovuto lasciare ma la poltrona è poltrona.! ( vero Santanche ' , vero del Mastro?)
Fiat 1300
26/07/2024 19:07
Adesso i grilli parlanti si scateneranno, con buona pace dell'art. 27 della costituzione che prevede che " l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva". Ma in Italia prevale sempre il "dagli all'untore " ( presunto) di manzoniana memoria.
Alberto Maioli de Pazzi di Valguarnera
27/07/2024 08:37
Le prove a suo sfavore sono talmente tante che non poteve resistere di più?
Framan
27/07/2024 12:50
Non sono fan di Toti, nè scommetterei un centesimo sulla sua innocenza. Ma questo modo di agire della magistratura è assolutamente inaccettabile, indegno di un paese democratico. E tutti coloro che hanno davvero a cuore la democrazia dovrebbero essere d'accordo. Il ricatto psicologico esercitato su Toti dai magistrati genovesi con gli arresti domiciliari per farlo dimettere, senza neanche averne chiesto il rinvio a giudizio (segno che non hanno sufficienti elementi probatori per l'accusa), è degno di un regime fascista.
Caterina
28/07/2024 22:37
Al di là di dichiarazioni senza capo né coda pronunciate oggi da diversi politici, Toti non poteva ottenere il rilascio dagli arresti domiciliari se prima non si fosse dimesso dalla carica di presidente della regione. La motivazione consisteva nel fatto che nell'esercizio delle sue funzioni avrebbe potuto inquinare le prove. Nessun complotto da regime fascista. Il tutto già dichiarato dal magistrato sin dal primo giorno dell'arresto.
Framan
29/07/2024 09:54
Rispondo a Caterina, facendole notare, in primis, che Toti è stato privato della libertà senza neanche che il magistrato abbia richiesto il suo rinvio a giudizio. E già questo, in un paese democratico garantista, è , a mio avviso un grave abuso. Manco se si trattasse di un feroce assassino. Se non è stato richiesto ancora il rinvio a giudizio è perché evidentemente le prove a carica di Toti non sono sufficienti, ed i PM contano di arricchirle con il ricatto psicologico della detenzione (tipo come avvenne all'epoca di "mani pulite"). Quindi i PM temono il pericolo dell'inquinamento delle prove acquisite, per il solo fatto che esse sono talmente flebili da non consentire la costruzione di un valido impianto accusatorio. Costringere alle dimissioni un presidente di regione democraticamente eletto, senza la richiesta di rinvio a giudizio, è per me (e credo di essere in buona compagnia in questo) un atto eversivo. Il mio è il pensiero di una persona obiettiva che non ha legami o orientamenti politici. Parlo da semplice cittadino, fan soltanto dei valori democratici cui si ispira la nostra Costituzione, sempre esposta al pericolo di essere piegata agli interessi politici. Lei, Caterina, essendo sicuramente di sinistra, trova tutto ciò normale, perché torna utile alla causa del suo schieramento politico. Ma questa non è giustizia; è barbarie !