
«Il governo metta in atto iniziative urgenti per fronteggiare la gravissima crisi economico, sociale e ambientale che sta attraversando la Regione Sicilia a causa della persistente siccità. La situazione è davvero allarmante. Il deficit idrico in alcune aree registra una carenza che arriva al 60 % delle precipitazioni annue. Possiamo immaginare le difficoltà che il territorio sta
attraversando, in particolare nel settore agricolo e zootecnico». Così il senatore Antonio Nicita, primo firmatario di un’interpellanza urgente ai ministri dell’Agricoltura, per la Protezione civile, dell’Interno, sottoscritta da tutto il gruppo Pd a Palazzo Madama.
«Anche le associazioni del settore turistico - aggiunge Nicita - hanno lanciato l’allarme rosso. Ma cosa particolarmente grave è che sono in affanno i centri di dialisi della Regione che lamentano la carenza di erogazione dell’acqua in molti Comuni dove il razionamento è partito da mesi Voglio ricordare che il governo ha bocciato un emendamento al dl coesione, a mia firma, che prevedeva di destinare 800 milioni per il contrasto urgente alla emergenza siccità in Sicilia e in Sardegna. Non possiamo più perdere tempo, per questo chiediamo ai ministri competenti di riconoscere la necessità di interventi urgenti per affrontare e risolvere i problemi che stanno mettendo la Sicilia allo stremo».
2 Commenti
mais
26/06/2024 11:40
E' inutile che ci giriamo attorno, il clima è cambiato e in futuro pioverà sempre meno. Quindi ci vogliono interventi in emergenza e radicali, I soldi ci vogliono ma non possiamo trsformarli in acqua. I soldi servono per fare i dissalatori ma non domani ma oggi. E per fare ciò ci vuole capacità professionale e scelte politiche adeguate. Se non si agisce subito avremo tanti risvolti negativi. Il ponte non ci serve, serve solo a qualcuno.
ser.pi
27/06/2024 08:06
Ma cosa propongono tutti quelli che protestano, fanno interpellanze, mettono in ballo anche il ponte ? I dissalatori non possono certo riempiere i laghi e invasi vuoti, ma, purtroppo, non penso servirebbe la danza tribale. Allo stato non resta che affidarci al cielo, salvo interventi pubblici imprevedibili ed innovativi.