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Cresce di poco l'affluenza in Abruzzo, partita aperta tra D'Amico e Marsilio

Schieramenti con fiato sospeso, polemica sulla violazione del silenzio elettorale

Il candidato presidente della Regione Abruzzo per il campo largo Luciano D'Amico (S) e il presidente uscente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, candidato per il bis, durante le operazioni di voto, 10 marzo 2024. NPK ANSA / Ufficio stampa Regione Abruzzo +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

I dati sull’affluenza in Abruzzo tengono tutti col fiato sospeso. Dopo l’exploit di due punti percentuali rispetto alla scorsa tornata, il dato si stabilizza. La partecipazione, secondo il dato parziale delle 19, cresce. Ma di poco: dal 43% del 2019 al 43,9% di oggi.

A guardare con maggiore speranza il dato che fotografa la partecipazione dei cittadini è il campo largo a sostegno di Luciano D’Amico, convinto di potersi giocare un’ipotetica rimonta pescando proprio dalla fetta dei delusi. Finora, però, un balzo di affluenza non c’è. Ma la speranza resta.
Il dato delle 19 non sembra impensierire invece il fronte opposto, quello del candidato Marco Marsilio. In alcuni comitati di centrodestra si riflette sul fatto che in Regione l’aumento dell’affluenza abbia spesso premiato in passato il centrosinistra.

Ma è una lettura che non intacca l’ottimismo su una vittoria che, da queste parti, continua a essere vista a portata di mano. Ci sono due dati, però, che attirano l’attenzione di entrambi gli schieramenti: a Teramo, la città del candidato D’Amico, si osserva un balzo di affluenza di circa il 5% in più rispetto al 2019; stesso rialzo registrato all’Aquila, città governata da FdI.

Che il dato della partecipazione dei cittadini possa essere un elemento importante, lo dimostrano gli incessanti appelli al voto, proseguiti anche durante le ore di silenzio elettorale. Con chat infuocate. E tam tam tra i cittadini. Dal lato del centrosinistra, l’attivismo dei fuorisede. Con gli studenti abruzzesi che hanno rilanciato le offerte sui treni per tornare nel luogo di residenza. Il treno, però, non è l’unico mezzo per accrescere la partecipazione.
Dal capoluogo campano è partito un bus con a bordo circa una cinquantina di napoletani residenti in Abruzzo. Scheda elettorale alla mano. Ad accompagnare il gruppo campano, il coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello e il senatore Francesco Silvestro. «Ci sono tanti napoletani che risiedono in provincia dell’Aquila - spiega Martusciello - tanti amici che ci hanno chiesto di andare insieme ai seggi. Così è nata l’idea di fare un bus. Votiamo insieme e vinciamo insieme».
I due candidati, Marco Marsilio e Luciano D’amico hanno votato nei rispettivi seggi.

Con dolcevita grigio e giacca scura, il presidente uscente della Regione Abruzzo è arrivato poco prima delle 12 nella scuola elementare del quartiere Tricalle a Chieti. Dopo aver inserito la scheda nell’urna, un breve scambio di battute con un rappresentante di lista del Pd che lo ha salutato battendo il ‘cinquè. Poi l’augurio di buon lavoro a presidenti e scrutatori. Qualche minuto dopo, a Pescara, l’avversario Luciano D’Amico si è presentato con il suo staff al seggio elettorale della scuola «Illuminati», a pochi passi dal lungomare.
Giacca e cravatta, e strette di mano con i cittadini, che lo hanno salutato chiamandolo professore. Poi, entrambi a casa. A qualche centinaio di metri di distanza uno dall’altro. È da lì che seguiranno le prime fasi dello spoglio. Nelle ultime battute di campagna elettorale, Marsilio era sicuro di poter annunciare la sua vittoria già intorno all’una e mezza.
D’Amico era convinto che si dovesse aspettare almeno le 4 per avere un risultato consolidato. Segnale, quest’ultimo, di una fiducia riposta in un battaglia fino all’ultimo voto.
Intanto, a conferma di una campagna elettorale infuocata fino al momento dello spoglio, arriva la polemica sulla violazione del silenzio elettorale.
A scatenare l’ira di Marsilio, una trasmissione condotta da Marco Travaglio sabato sera. Per il presidente uscente, il direttore del Fatto avrebbe fatto «un comizio condito di calunnie».
Accuse che si incrociano con quelle della senatrice abruzzese del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo. Che insiste: sarebbe stato Marsilio ad “alimentare la polemica per violare il silenzio». Per il M5s, a violare il silenzio sarebbero stati anche i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Il leader di Forza Italia ha pubblicato su X una semplice frase: «Forza Abruzzo, Forza Italia! Buon Voto».
Il leader della Lega pubblica un collage di immagini della sua campagna elettorale in Regione e scrive: «quanti sorrisi, quanta energia in Abruzzo!».

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